martedì 29 aprile 2008

Ciao ragazzi,
fa molto piacere vedere che il blog del Lele può servire anche per promuovere iniziative a cui lui e Martina stavano già pensando. Credo possa essere un buon punto informativo per tutti gli interessati.

So anche che sono ancora in molti quelli che hanno qualche storia divertente (con lui praticamente tutto quello che si faceva riusciva ad essere divertente) da raccontare sul blog. Credo farebbe a tutti molto piacere.

A me ne continuano a venire in mente. E a volte sono stupidate, ma che mi fanno apprezzare sempre di più quanto era GRANDE il Lele nel capire le persone.
Ne racconto una.
Credo sia stata l'estate del 97 o 98. Siamo andati in Grecia. Itaca e Zante. Prima di tornare abbiamo preso una confezione gigante da 10Kg di olive greche. Una volta tornati la confezione l'avevano tenuta il Lele e la Martina. Dopo qualche giorno ci siamo trovati ed il Lele aveva già diviso le olive mettendo quelle nostre nei vasetti bormioli da litro, e mi aveva detto "Ecco le vostre olive, sono sette vasi da 7 etti l'uno!" ed è rimasto con il sorriso e le sue fossette... perchè aveva già previsto che (conoscendomi bene) io avrei detto: "Ma 7 x 7 fa 49!" Ovviamente stavo ridendo e scherzando. Ma lui con il sorriso a mille, mise la mano nel sacchetto e tirò fuori un mini vasetto pieno di olive, dicendo "Ecco l'etto che manca!"
Ovviamente l'avevo mandato in "m..a" e ci eravamo fatti 4 risate.
Comunque aveva previsto tutto.
Anche questo è il Lele.
Luca

mercoledì 23 aprile 2008






















PUBBLICATO PER CONTO DI NICOLA BIASI

19/04/2008

Fu così che i butei, il giorno del compleanno del Lele, decisero di indossare una maglietta gialla in suo onore e tornare a sfidarsi a calcetto…. MA LA DURA REALTA’ ERA IN AGGUATO

Le 2 squadre vennero composte nel rispetto gerarchico che ogni generazione comporta:
GIOVANI: Comez, Gino, Nik, Mauri, Zana e Cristo
VECCHI: Gamba, Beba, Nipe, Ciretto e Luca

Davanti al pubblico delle grandi occasioni i nostri eroi cominciarono a dare spettacolo, memori dei loro trascorsi da provetti paladini del calcio. I primi 10 minuti spellarono le mani di quanti stavano gustando uno spettacolo calcistico degno della miglior tradizione del G.Mondini.
Peccato che la partita durò 60 minuti…
Non vogliamo tediare l’appassionato lettore con tutte le magagne fisiche che dall’11° in poi cominciarono a farla da padrone (ecco la dura realtà…. Sen vecci), ma ci piace ricordare i miracoli del portierone Comez, la tripletta del pallavolista Nik, i km macinati dal maratoneta Beba, i tagli difensivi di Mauri Cannavaro, la freschezza atletica del depilato Gino, il sinistro magico di Super Ciro che però ha segnato col destro, la classe di Zana Luca e Cristo che potrebbero ancora dire la loro, la grinta del Nipe e le uscite Kamikaze del Gamba.
Ci piace soprattutto ricordare la bellissima giornata tutti insieme finita in più di 50 attorno ad una tavola ed intervallata da una visita collettiva al cimitero al nostro amico Lele per poi andare tutti insieme alla sua Messa.

A lui una giornata così sarebbe piaciuta tantissimo, ne siamo sicuri !!!


I soliti C…..I
PROGETTO “CENTRO DI ACCOGLIENZA PER PERSONE DISABILI”

Io e Lele parlavamo spesso con il nostro amico Matteo Segattini (Presidente della Cooperativa Agespha di Bussolengo) della necessità di avere anche a Caprino un centro di accoglienza per disabili, un posto dove poterli portare a svolgere delle attività ricreative o della ginnastica, o semplicemente giocare.
Nel Comune di Caprino ci sono circa 30 persone disabili (adulti e bambini), ma non c’è una realtà strutturata che si occupi di dare un aiuto pratico alle famiglie di queste persone.

Al funerale di Lele sono stati raccolti dei fondi (circa 3500 Euro, + 450 Euro alla cena di compleanno lo scorso sabato) ed ho deciso di impiegarli nella realizzazione di questo progetto.

Ho scoperto recentemente che a Caprino esiste un gruppo di persone straordinarie, un’Associazione di Volontari che si chiama “Raggi di Sole”. Operano sul territorio caprinese da quando non esistono più gli obiettori di coscienza.

Le cose si stanno già muovendo a mio parere nella direzione giusta. Forse Emanuele ci sta dando una mano? Abbiamo trovato una sede (l’edificio a destra della Chiesa di Pazzon, di proprietà della parrocchia) e l’associazione di Volontari, come ho già detto, esiste già ed è disposta a collaborare.

Quali sono le attività che i volontari possono svolgere con queste persone? Beh, dipende…ognuno avrà i suoi gusti e le sue difficoltà. Pietro, mio figlio, non potrebbe certamente dipingere perché la sua spasticità non gli consente di tenere in mano i colori…ma adora stare in braccio a qualcuno che gli legge una storia, per esempio. Se i disabili che parteciperanno alla nostra iniziativa saranno molti, ci sarà bisogno di molti volontari, per poter organizzare diverse attività in base alle esigenze e preferenze dei disabili stessi.

Questi sono i punti su cui, a mio parere, si dovrebbe lavorare, tanto per cominciare e per creare un clima di aggregazione:
creare degli spazi o attività ricreative per il divertimento, perché queste persone hanno spesso poche possibilità per divertirsi, giocare, ballare…
organizzare delle iniziative per il benessere fisico di queste persone (ginnastica, massaggi…)
organizzare delle gite che abbiano scopo di svago e di inserimento nell’ambiente sociale. Spesso queste persone non escono di casa e la gente non sa nemmeno che ci sono. Abbiamo scelto di mandare nostro figlio Pietro a scuola (per fortuna le sue condizioni di salute lo hanno permesso) perché non volevamo che venisse isolato. Ed è una gran gioia per me e per lui, quando andiamo in giro e vediamo che molti lo conoscono e lo salutano.

Martedì 13 maggio faremo una riunione alla quale saranno invitate le famiglie interessate in maniera diretta, ma sono invitati anche tutti coloro che vogliono conoscere il nostro progetto, con la speranza che tra questi vi sia anche qualcuno che abbia voglia di dare una mano (ore 20.45, nella sala a destra della Chiesa di Pazzon).

Nell’edificio, che il Parroco Don Giuseppe ha deciso di dare in comodato d’uso gratuito per questa iniziativa, ci sarà bisogno di fare alcuni interventi di restauro e di abbattimento di barriere architettoniche. Quest’estate il Comune costruirà un parcheggio sul retro dell’edificio con ingresso senza scale.

Spero che i famigliari delle persone disabili apprezzino la nostra idea e chi si formi un bel gruppo di volontari.

Chissà, magari un giorno da questa iniziativa di volontariato potrebbe nascere un Centro Diurno e magari anche una Casa Famiglia. Di solito l’ostacolo più grosso è trovare l’edificio, ma noi ce l’abbiamo già.

Io non ho mai fatto volontariato….prima di avere Pietro pensavo solo a divertirmi, nel tempo libero. Ma ora so quanto sia prezioso quel tempo che le persone di cuore decidono di donare a qualcuno, per dare una mano e per tenere compagnia a queste persone che vogliono sentirsi accolte, vogliono essere amate per quello che sono.
Che cos’è la normalità? Non è altro che uno schema mentale che ci siamo dati; è normale colui che cammina, parla, mangia da solo, deglutisce bene e non sbava, ha gli occhi dritti, sa leggere e scrivere e fare le addizioni….e non è normale tutto ciò che è al di fuori di questo schema. Non è così. Normale è ciò che siamo abituati a vedere. Per me, per Federico il fratellino di Pietro, ed era così anche per Lele, Pietro è normale: è normale che non parli, non cammini, abbia lo sguardo spesso perso, faccia crisi epilettiche…perché siamo abituati a vederlo così. Ed abbiamo imparato ad andare oltre questi schemi, abbiamo imparato a sentire quello che c’è “dentro” di lui, a sentire il suo cuore che si gonfia di gioia quando sente che lo accetti così com’è, senza commiserarlo per quello che non può fare. Il suo sguardo di riconoscenza quando incrocia il mio, mi appaga di tutte le fatiche perché emana un raggio d’amore puro.

L’esperienza di volontariato con persone disabili è una opportunità che le persone potrebbero cogliere per imparare ad andare oltre gli schemi, per imparare a sentire lo “scambio” che avviene con queste persone speciali.

Ringrazio fino d’ora tutti coloro che decideranno di contribuire in qualche modo a questo progetto.
Martina

Credo che l’esperienza più bella che si possa vivere lavorando o passando del tempo libero con le persone disabili sia quella di vedere la capacità che hanno di mettere a nudo le tue difficoltà, le tue paure, l’incapacità che spesso si ha di comunicare anche con il proprio corpo, di avere pazienza. Entrare in questo mondo spesso nascosto e messo in disparte dalla società “normale” ti aiuta ad aprire il tuo punto di vista e a vedere quante persone hanno bisogno di aiuto, di sostegno, di forza, mentre spesso il nostro egoismo ci porta a lamentarci per delle stupidaggini e non ci rendiamo conto di quanto in realtà siamo fortunati.
Matteo


SCRITTA DA NICOLA BIASI:

In ogni compagnia ghè…

ci magna, ci beve, ci fa sport e ci pitura
ci co le done la ghe nasea ben e per ci envesse l’era dura;
ci a balon l’era el pì brao, o presunto tale
ci la duminica siccome la Juve la vinsea el rompea le b…

In ogni compagnia ghè…

ci da soveno gavea la fortuna del motorin
e co na rua sola el fasea el fenomeno a Cavrin;
ci no ghe l’avea e girava co na bici cadenasso
e a quel del motorin el ghe se tacava al brasso.

In ogni compagnia ghè…

ci urla, ci sbraita, comanda e organisa i vespai
e ci l’è li sito sito ma nol manca mai;
ci se rabia se te ghe varde mal la dona
e ci se anca te ghe la toche el te perdona.

In ogni compagnia ghè… ci no ghe pì

E no ghè da pensar “sarà doman, fa stesso”
la vita la ne insegna che la succedi adesso;
e no preocupemose dela machina quando oramai l’è demolia
o quanto belo l’era el mar quando oramai semo vegnui via.

In ogni compagnia ghè… pien de amici, e pì i è tanti
e pì i problemi dela vita i diventa irrilevanti;
l’è inutile pensar a na persona solo mentre ghe l’avemo intorno
COME A CI NO GHE PI’… PENSEMOGHE OGNI GIORNO !!!

Ci na insegnà ste robe… pensen nol ghe sia pì
ma se ne vardemo dentro… lu l’è ancora li.



SSiSC 19/04/2008