lunedì 20 aprile 2026

19/04/2026 - Grande e grazie Lele. Sei riuscito a farci ritrovare tutti. Fisicamente mancavi solo tu, ma so che eri lì con noi a farci compagnia. Hai lasciato dei ricordi stupendi a tutti, e a me in particolare. Bastava uno sguardo per intenderci. Ricordo con immenso piacere tutti i viaggi fatti insieme. Porto e porterò quei momenti sempre nel mio cuore! 
Un abbraccio!

mercoledì 19 aprile 2023

Ciao Lele!

Buon Compleanno dovunque tu sia.

lunedì 19 aprile 2021

domenica 19 aprile 2020

Se da qualche parte ci sei, Auguri Lele!

domenica 20 aprile 2014

venerdì 19 aprile 2013

47!

Dopo 5 anni faccio ancora fatica a crederci...
Sono convinto al 99,999999% che con la morte finisca tutto...rimangano solo i ricordi nelle persone che ti hanno voluto bene...
Però lascio in dubbio quello 0,000001% per sperare che se sei da qualche parte, tu possa capire quanto ci manchi.
Buon compleanno Lele!

giovedì 19 aprile 2012

Compleanno

46!
Ciao Lele

venerdì 20 gennaio 2012

Cima Telegrafo

Aggiungo anche questa foto, fatta la mattina del 31 agosto 1997, sulla Cima Telegrafo in occasione della festa di S. Rosa.
Se non ricordo male Martina e Lele erano saliti di notte e avevano dormito in tenda fuori dal rifugio.



...4 anni ...e mi chiedo ancora perchè...

Un piccolo ricordo del Lele.
La sua ultima grande impresa da portiere.
Nello spareggio per la promozione dopo i supplementari para due rigori, risultando decisivo per la vittoria.


giovedì 14 luglio 2011

Fwd: Invio in corso posta elettronica: writing



Inviato da iPhone

Inizio messaggio inoltrato:

Da: Pamela Zenorini <zenorini@mach2libri.com>
Data: 13 luglio 2011 22:06:57 GMT+02:00
A: <pamela.zenorini@alice.it>
Oggetto: Invio in corso posta elettronica: writing
Rispondi a: Pamela Zenorini <zenorini@mach2libri.com>

 
Il messaggio è pronto per l'invio con i seguenti file o collegamenti allegati:
writing

Nota: per proteggere il computer dai virus, le applicazioni di posta elettronica impediscono l'invio o la ricezione di alcuni tipi di allegati. Per determinare la modalità di gestione degli allegati, controllare le impostazioni di protezione della posta elettronica.

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lunedì 19 aprile 2010

Oggi sarebbero 44.... Ciao Lele.

giovedì 21 gennaio 2010

Ieri son passati due anni e ancora mi sembra impossibile.
Ciao Lele.

sabato 18 aprile 2009

AGGIORNAMENTO COMPLEANNO LELE


Salve a tutti!!!
C'è un cambio di programma.....è saltato il calcetto e la biciclettata si è arricchita con tappa enogastronomica.
Appuntamento quindi alle 16.30 alla baita degli Alpini....in bicicletta!
Baci
Martina

mercoledì 8 aprile 2009

COMPLEANNO LELE

19 aprile 2009
Buon Compleanno Lele


Ciao butei,

Insieme a Martina ed Alberto abbiamo organizzato una giornata da passare in compagnia. Lele sarebbe certo contento di vedere tutti i suoi amici riuniti in occasione del suo compleanno.


Ritrovo ore 16.30 alla baita Alpina di Caprino per:

- Biciclettata con capofila Martina ( aperta a uomini donne e bambini )
- Calcetto con rivincita tra “Vecchie Glorie e Giovani Promesse Brizzolate”

A seguire per chi vuole visita al Cimitero per un saluto al Lele

Ore 20.00 cena al Ristorante San Marco ( menù fisso ed abbondante € 20,00 )***


Vi chiediamo gentilmente di confermare partecipazione e prenotazione per il ristorante, al fine di poter meglio organizzare la “giornata”, entro e non oltre il 13/04 a:
Maurizio 349/7203356
Nicola 348/3048575
Martina 328/6238010
Alberto 328/7257959
Vi aspettiamo S.S.I.S.C.

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P.S. sabato 18/04 ore 20.30 per chi vuole Messa per il Lele a Pazzon
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*** Menù Butei***

Risotto zucca speck e rosmarino
Tagliatelle alla lepre
Grigliata Mista e contorni
Dolce della Casa
Caffè Acqua e Vino (Valpolicella e Custoza)

giovedì 12 marzo 2009

“LA CASA DEI SOGNI”

Con grande soddisfazione comunichiamo che, dopo una serie di iniziative organizzate per le famiglie dei portatori di handicap di Caprino dagli amici dell’Associazione Volontari Raggi di Sole, è stata costituita l’Associazione di Genitori e Sostenitori portatori di Handicap “La Casa dei Sogni”.A Caprino e nei comuni limitrofi non esistono né un centro diurno né una comunità alloggio….per il momento sono soltanto un sogno, che numerose famiglie sperano diventi presto realtà.Il Centro Diurno è un servizio territoriale rivolto a persone con disabilità con diversi profili di autosufficienza, che fornisce interventi a carattere educativo – riabilitativo - assistenziale nelle ore diurne ed ha una finalità riabilitativa, educativa, di socializzazione, di aumento e il mantenimento delle abilità residue.La Comunità Alloggio invece è un servizio che accoglie persone adulte con disabilità prive di nucleo familiare o per le quali sia impossibilitata la permanenza nel nucleo familiare sia temporaneamente o permanentemente ed ha come finalità l’accoglienza e la gestione della vita quotidiana, orientata alla tutela della persona, allo sviluppo delle abilità sociali e alla riabilitazione, o anche alla realizzazione di esperienze di vita autonoma, di pronta accoglienza e di accoglienza programmata.Abbiamo già avuto un paio di incontri con i responsabili del settore handicap dell’ulss, e ci hanno confermato la loro disponibilità a collaborare perché in effetti il nostro territorio è scoperto.Cosa dobbiamo fare? Per il momento le cose da fare sono tre:1-ottenere l’inserimento del nostro progetto nel PIANO DI ZONA REGIONALE:ci siamo incontrati con il Sindaco di Caprino Veronese e l’Assessore ai Servizi Sociali, i quali hanno a loro volta organizzato un secondo incontro con i sindaci, gli assessori ai servizi sociali e gli assistenti sociali dei comuni di San Zeno di Montagna, Rivoli Veronese, Costernano, Affi e Ferrara di Monte Baldo. Sono tutti d’accordo di inserire il progetto nel PIANO DI ZONA. Ora stiamo attendendo che venga redatto il progetto e presentato all’Asl 22 per essere vidimato e approvato in regione.2-trovare un edificio adatto per metratura e logistica, o un terreno dove poterlo eventualmente costruire: Vorremmo far sapere a tutti gli amici che ci sostengono che la prima struttura a noi offerta dalla Parrocchia di Pazzon non è risultata idonea per problemi logistici e di metratura alle nostre esigenze. Dobbiamo quindi trovare un edificio più grande o un terreno dove poterlo eventualmente costruire se si riuscisse ad ottenere un finanziamento cospicuo.3-raccolta di fondi (tramite donazioni e finanziamenti da parte di enti pubblici): Una volta steso il progetto, potremo accedere ai bandi pubblici per il finanziamento della nostra iniziativa. Nel frattempo, con la collaborazione dei numerosi amici che ci sostengono, abbiamo raccolto circa 15 mila euro.Vorremmo ringraziare le persone e le associazioni che ci hanno finora sostenuto:-prima di tutto Don Giuseppe Marchi che ci ha dato la spinta per partire-l’Assessore ai Servizi Sociali di Caprino, Paola Arduini, che non manca di sostenerci organizzando incontri sia con i responsabili ussl che con esponenti delle amministrazioni pubbliche.-L’Associazione di Volontari Raggi di Sole, che si è resa disponibile per aiutarci con i volontari nelle nostre attività ed ha organizzato due riuscitissime feste, “una merenda insieme”, dove abbiamo con il loro aiuto cercato di coinvolgere e sensibilizzare la popolazione alla questione dell’handicap.-Il gruppo Alpini di Caprino Veronese, che ci ha dato la possibilità di usare la Baita degli Alpini, per le due feste “una merenda insieme”Il gruppo Alpini di Lubiara, che ci ha invitato alla loro cena sociale, e ci ha donato una somma cospicua-I cori Incanto Minore e la Schola Cantorum S.Maria Maggiore che hanno organizzato uno straordinario concerto con una raccolta fondi a nostro favore, che ha avuto risultati sbalorditivi-Il Corpo Bandistico di Caprino Veronese, che ci ha donato l’incasso del Concerto di Natale 2008-La squadra di Calcetto Forum Club di Caprino Veronese che ha chiusto l’attività e ci ha fatto una donazione straordinaria, dopo aver organizzato un’asta di fine attività dove sono state vendute al miglior offerente tutte le attrezzature che le appartenevano -I bambini delle scuole elementari di Caprino e Pazzon che con i loro splendidi disegni ci hanno consentito di realizzare dei bellissimi biglietti di Natale, che sono andati a ruba!! Grazie anche alle insegnanti ed al dirigente scolastico e alla Tipografia Monis di Caprino che ci hanno aiutato e sostenuto per la realizzazione dei biglietti.-Ringraziamo infine tutti coloro che ci hanno fatto delle offerte libere e che quindi credono in noi.Stiamo ora per organizzare una serie di iniziative che vedranno coinvolti disabili e volontari in attività di svago. Fino a che non avremo un sito nostro (a proposito……c’è qualche volontario per fare un sito semplice semplice????) useremo il Blog di Lele per darvi gli aggiornamenti.La prima di queste sarà un corso di ceramica, comunicheremo presto le date e il luogo.In primavera ci sarà un piccolo corso di shiatsu amatoriale, dove disabili, volontari e se lo vorranno, anche i famigliari, potranno imparare alcune facili tecniche di massaggio shiatsu.Anche se la burocrazia renderà la realizzazione del nostro sogno molto lenta, l’entusiasmo di tutte le persone che ci aiutano e ci sostengono  sta creando una specie di “onda magica” che scioglierà tutti i nodi e troverà tutte le soluzioni utili per avere un giorno LA CASA DEI SOGNI perfetta!Ciao da Martina e Matteo

martedì 20 gennaio 2009

Sempre con me

Un anno... e ancora non passa giorno che non abbia un pensiero per te...
Ciao Lele.

lunedì 19 gennaio 2009

inesorabile!!!
il tempo passa ... vola .... ed un anno, sembra un minuto, un secondo, un'attimo.
... o forse il tempo non passa mai ....
i ricordi aiutano ma non sono sicuramente la stessa cosa!
Ciao
Mirco

venerdì 16 gennaio 2009

Messa

Martedì 20/01 alle ore 18:00 in chiesa a Caprino ci sarà una messa in ricordo del Lele.
A seguire, per chi desidera e senza prenotazione, si andrà a mangiare una pizza.

martedì 23 dicembre 2008

Un anno...

Ciao Lele,
un anno fa come oggi, ci siamo visti per l'ultima volta.
Mi manchi.
Luca

mercoledì 10 settembre 2008

VOLANTINO "UNA MERENDA INSIEME"


UNA MERENDA INSIEME


SABATO 13 SETTEMBRE 08
ORE 16.OO


L’Associazione Volontari Raggi di Sole
Con il patrocinio del Comune di Caprino Veronese,
propone un pomeriggio di festa con
le persone diversamente abili, le loro famiglie e
chiunque abbia voglia di unirsi alla festa.
ANIMAZIONE E GIOCHI CON LUDOBUS

Gli organizzatori offriranno una merenda.


Ritrovo al PARCO GIOCHI di Via I° maggio di Caprino
In caso di pioggia, alla baita degli alpini vicino al parco giochi.

Per informazioni tel Martina 3286238010
Matteo 3471454517
Margherita 334 1827024

VOLANTINO


Sabato 18 ottobre alle ore 21.00 nella chiesa parrocchiale di Pazzon, Caprino Veronese

CONCERTO VOCALE
Con il patrocinio del Comune di Caprino Veronese

Coro
“ INCANTO MINORE”
(Pazzon)
Maestro Gianni Psallidi


Coro
“SCHOLA CANTORUM
S.TA MARIA MAGGIORE”

Maestro Vincenzo Fontana

Con la speciale partecipazione della Soprano
DANIELA CAVICCHINI

Serata di beneficenza a favore del “PROGETTO EMANUELE”per la realizzazione di un centro accoglienza disabilia Caprino Veronese


DISABILE O DIVERSAMENTE ABILE:
NO !!! “SPECIALMENTE NORMALE”

1° Concerto di Beneficenza progetto “Emanuele”
Sabato 18 ottobre 2008 ore 21.00 – Chiesa Parrocchiale di Pazzon


Disabile. Una parola che tante volte ci porta a pensare ad una persona che, per uno scherzo del destino, viene considerata dalla società in cui viviamo, diversa, senza alcuna possibilità di essere ritenuta vincente.
Normale, invece, viene definita quella persona che, secondo i rigidi schemi mentali umani, per sua fortuna, può camminare, mangiare da sola, parlare, giocare, leggere, studiare, lavorare.
Tutti Voi che state leggendo, sicuramente, Vi direte: “Cosa possiamo farci !! Loro sono stati sfortunati !! Le loro famiglie hanno una bella croce da portare !!”
Ma, è anche certo che, ce ne saranno degli altri che si chiederanno: “E cosa possiamo fare ?”
E’ proprio qui che volevamo arrivare. Noi, familiari ed amici di queste persone “specialmente normali”, da tempo, stiamo portando avanti un progetto ambizioso, uno studio di idee che, realizzandole, potrebbe colmare quella mentale differenza che queste persone (circa 30 solo nel Comune di Caprino Veronese) subiscono tutti i giorni.
Realizzare nel Comune di Caprino un Centro Diurno per persone “diversamente abili” dove far trascorrere loro giornate felicemente spensierate, colme di armonia, partecipazione e, perché no, didatticità.
E, chissà, che in un futuro immediatamente prossimo tale Centro non possa essere trasformato in Casa Famiglia.
Noi amici dobbiamo solo manifestare gratitudine ed elogio verso un nostro indimenticato e indimenticabile compagno che, con la sua “non presenza” fisica ci ha fatto capire cosa vuol dire gioia di vivere, di divertirsi e, soprattutto, di far divertire.
Lo sprono, l’amplificazione di tutte queste idee ed intenzioni ha trovato la sua “esplosione” nel momento in cui lui, con il suo arrivederci, ci ha voluto indicare l’attimo fuggente per il realizzo di tale progetto.
Per far trovare, non solo al suo amato bambino, ma anche a tanti altri bimbi e persone come lui quella impagabile serenità vi invitiamo ad aiutarci.
E la prima occasione per farlo sarà Sabato 18 ottobre alle ore 21.00 presso la Chiesa Parrocchiale di Pazzon di Caprino Veronese (strada per Spiazzi) dove, le piacevoli melodie della corale “Incanto Minore” e della “Schoola Cantorum S. Maria Maggiore” di Caprino Veronese Vi accompagneranno in un’importante serata di beneficenza.
Questo è l’inizio della nostra mission; tante piccole iniziative che, unite assieme, possono portare ad un grande risultato: la felicità delle persone “specialmente normali”. Grazie e arrivederci al 18 ottobre ore 21.00 a Pazzon.

Maurizio

Caprino Veronese, lì 14/08/2008

venerdì 29 agosto 2008

Un Semplice saluto

.... questo silenzio non è reale ....
sappi che tra noi ....
... con una chiacchierata o una semplice battuta ....
... ci sei sempre ....

un'abbraccio
ciao Grande!
Mirco

giovedì 5 giugno 2008

IL DESTINO DELL'UOMO

Gli antichi Greci pensavano che ogni uomo al momento della nascita recasse con sé il proprio destino, la propria “porzione di vita”, ma troppo assorbiti com’erano dalla ricerca dell’onore e della gloria, non avevano tempo per pensare alla morte. Consideravano il momento del trapasso la semplice liberazione nell’aria del “soffio vitale”, dell’anima. Al tramonto di questi ideali, l’eroico fatalismo dell’epos divenne perplessa consapevolezza d’impotenza dinanzi al destino e d’impossibilità di trovare rimedio all’imprevedibilità degli eventi. Tutto ciò portava l’uomo ad approfondire le tematiche esistenziali che lo toccavano da vicino, reagendo istintivamente al senso di precarietà del divenire in cui si sentiva immerso, cercando di aggrapparsi al godimento immediato e quotidiano consapevole che tutto è caduco davanti alla morte. Finendo col ricavare un insegnamento di sopportazione e di misura, una regola di vita che esclude l’aspirazione alle cose tropo grandi e elevate. Così accade che nei momenti più duri ci si accorge di quanti desideri superflui rincorriamo senza tregua, desideri deboli, che il tempo prima o poi spazzerà via. Impariamo allora a vivere al meglio giorno per giorno come se fosse l’ultimo, ad amare le persone in ogni momento, a sorridere, anche se qualcosa va storto, non con la paura che tutto potrebbe finire da un momento all’altro ma con la gioia e la volontà di vivere al meglio minuto dopo minuto. Il tempo passa in fretta, è come un treno che corre veloce, peccato però che nessuno può perderlo, e allora “CARPE DIEM”!

martedì 6 maggio 2008

... ci si pensa sempre ....

non è facile!
... non è nemmeno difficile !!!!
......... è letteralmente impossibile!!!!!

si fa fatica ... il tempo passa ma nessuno riesce a darsi una spiegazione!

Ci si trova assieme, una partita di calcetto, un'incontro casuale, una pizza in compagnia ... ma quando si affronta questo discorso .... il silenzio ... volti attoniti che cercano una ragione impossibile ... una parola giusta che non arriva mai.

Ci troviamo dinnanzi ad un fatto che sicuramente è molto più grande di tutti noi.
Situazioni di questo genere ce ne sono capitate a tutti ... a chi in modo diretto o a chi in modo leggermente staccato, o forse in occasioni quasi attese o scontate. Tutte tristi. tutte che si portano dentro il suo dolore e i suoi perchè.... ma ora?

Ci si trova impotenti ... ci si sente inermi contro una situazione che è impossibile da risolvere e difficile da affrontare.

ma una soluzione forse c'è ...

collegarsi a questo sito ... guardare le tue foto ... e fare una sana risata ... daltronde è così che ci hai abituato.
La tua forza ... è la nostra forza

Mirco

martedì 29 aprile 2008

Ciao ragazzi,
fa molto piacere vedere che il blog del Lele può servire anche per promuovere iniziative a cui lui e Martina stavano già pensando. Credo possa essere un buon punto informativo per tutti gli interessati.

So anche che sono ancora in molti quelli che hanno qualche storia divertente (con lui praticamente tutto quello che si faceva riusciva ad essere divertente) da raccontare sul blog. Credo farebbe a tutti molto piacere.

A me ne continuano a venire in mente. E a volte sono stupidate, ma che mi fanno apprezzare sempre di più quanto era GRANDE il Lele nel capire le persone.
Ne racconto una.
Credo sia stata l'estate del 97 o 98. Siamo andati in Grecia. Itaca e Zante. Prima di tornare abbiamo preso una confezione gigante da 10Kg di olive greche. Una volta tornati la confezione l'avevano tenuta il Lele e la Martina. Dopo qualche giorno ci siamo trovati ed il Lele aveva già diviso le olive mettendo quelle nostre nei vasetti bormioli da litro, e mi aveva detto "Ecco le vostre olive, sono sette vasi da 7 etti l'uno!" ed è rimasto con il sorriso e le sue fossette... perchè aveva già previsto che (conoscendomi bene) io avrei detto: "Ma 7 x 7 fa 49!" Ovviamente stavo ridendo e scherzando. Ma lui con il sorriso a mille, mise la mano nel sacchetto e tirò fuori un mini vasetto pieno di olive, dicendo "Ecco l'etto che manca!"
Ovviamente l'avevo mandato in "m..a" e ci eravamo fatti 4 risate.
Comunque aveva previsto tutto.
Anche questo è il Lele.
Luca

mercoledì 23 aprile 2008






















PUBBLICATO PER CONTO DI NICOLA BIASI

19/04/2008

Fu così che i butei, il giorno del compleanno del Lele, decisero di indossare una maglietta gialla in suo onore e tornare a sfidarsi a calcetto…. MA LA DURA REALTA’ ERA IN AGGUATO

Le 2 squadre vennero composte nel rispetto gerarchico che ogni generazione comporta:
GIOVANI: Comez, Gino, Nik, Mauri, Zana e Cristo
VECCHI: Gamba, Beba, Nipe, Ciretto e Luca

Davanti al pubblico delle grandi occasioni i nostri eroi cominciarono a dare spettacolo, memori dei loro trascorsi da provetti paladini del calcio. I primi 10 minuti spellarono le mani di quanti stavano gustando uno spettacolo calcistico degno della miglior tradizione del G.Mondini.
Peccato che la partita durò 60 minuti…
Non vogliamo tediare l’appassionato lettore con tutte le magagne fisiche che dall’11° in poi cominciarono a farla da padrone (ecco la dura realtà…. Sen vecci), ma ci piace ricordare i miracoli del portierone Comez, la tripletta del pallavolista Nik, i km macinati dal maratoneta Beba, i tagli difensivi di Mauri Cannavaro, la freschezza atletica del depilato Gino, il sinistro magico di Super Ciro che però ha segnato col destro, la classe di Zana Luca e Cristo che potrebbero ancora dire la loro, la grinta del Nipe e le uscite Kamikaze del Gamba.
Ci piace soprattutto ricordare la bellissima giornata tutti insieme finita in più di 50 attorno ad una tavola ed intervallata da una visita collettiva al cimitero al nostro amico Lele per poi andare tutti insieme alla sua Messa.

A lui una giornata così sarebbe piaciuta tantissimo, ne siamo sicuri !!!


I soliti C…..I
PROGETTO “CENTRO DI ACCOGLIENZA PER PERSONE DISABILI”

Io e Lele parlavamo spesso con il nostro amico Matteo Segattini (Presidente della Cooperativa Agespha di Bussolengo) della necessità di avere anche a Caprino un centro di accoglienza per disabili, un posto dove poterli portare a svolgere delle attività ricreative o della ginnastica, o semplicemente giocare.
Nel Comune di Caprino ci sono circa 30 persone disabili (adulti e bambini), ma non c’è una realtà strutturata che si occupi di dare un aiuto pratico alle famiglie di queste persone.

Al funerale di Lele sono stati raccolti dei fondi (circa 3500 Euro, + 450 Euro alla cena di compleanno lo scorso sabato) ed ho deciso di impiegarli nella realizzazione di questo progetto.

Ho scoperto recentemente che a Caprino esiste un gruppo di persone straordinarie, un’Associazione di Volontari che si chiama “Raggi di Sole”. Operano sul territorio caprinese da quando non esistono più gli obiettori di coscienza.

Le cose si stanno già muovendo a mio parere nella direzione giusta. Forse Emanuele ci sta dando una mano? Abbiamo trovato una sede (l’edificio a destra della Chiesa di Pazzon, di proprietà della parrocchia) e l’associazione di Volontari, come ho già detto, esiste già ed è disposta a collaborare.

Quali sono le attività che i volontari possono svolgere con queste persone? Beh, dipende…ognuno avrà i suoi gusti e le sue difficoltà. Pietro, mio figlio, non potrebbe certamente dipingere perché la sua spasticità non gli consente di tenere in mano i colori…ma adora stare in braccio a qualcuno che gli legge una storia, per esempio. Se i disabili che parteciperanno alla nostra iniziativa saranno molti, ci sarà bisogno di molti volontari, per poter organizzare diverse attività in base alle esigenze e preferenze dei disabili stessi.

Questi sono i punti su cui, a mio parere, si dovrebbe lavorare, tanto per cominciare e per creare un clima di aggregazione:
creare degli spazi o attività ricreative per il divertimento, perché queste persone hanno spesso poche possibilità per divertirsi, giocare, ballare…
organizzare delle iniziative per il benessere fisico di queste persone (ginnastica, massaggi…)
organizzare delle gite che abbiano scopo di svago e di inserimento nell’ambiente sociale. Spesso queste persone non escono di casa e la gente non sa nemmeno che ci sono. Abbiamo scelto di mandare nostro figlio Pietro a scuola (per fortuna le sue condizioni di salute lo hanno permesso) perché non volevamo che venisse isolato. Ed è una gran gioia per me e per lui, quando andiamo in giro e vediamo che molti lo conoscono e lo salutano.

Martedì 13 maggio faremo una riunione alla quale saranno invitate le famiglie interessate in maniera diretta, ma sono invitati anche tutti coloro che vogliono conoscere il nostro progetto, con la speranza che tra questi vi sia anche qualcuno che abbia voglia di dare una mano (ore 20.45, nella sala a destra della Chiesa di Pazzon).

Nell’edificio, che il Parroco Don Giuseppe ha deciso di dare in comodato d’uso gratuito per questa iniziativa, ci sarà bisogno di fare alcuni interventi di restauro e di abbattimento di barriere architettoniche. Quest’estate il Comune costruirà un parcheggio sul retro dell’edificio con ingresso senza scale.

Spero che i famigliari delle persone disabili apprezzino la nostra idea e chi si formi un bel gruppo di volontari.

Chissà, magari un giorno da questa iniziativa di volontariato potrebbe nascere un Centro Diurno e magari anche una Casa Famiglia. Di solito l’ostacolo più grosso è trovare l’edificio, ma noi ce l’abbiamo già.

Io non ho mai fatto volontariato….prima di avere Pietro pensavo solo a divertirmi, nel tempo libero. Ma ora so quanto sia prezioso quel tempo che le persone di cuore decidono di donare a qualcuno, per dare una mano e per tenere compagnia a queste persone che vogliono sentirsi accolte, vogliono essere amate per quello che sono.
Che cos’è la normalità? Non è altro che uno schema mentale che ci siamo dati; è normale colui che cammina, parla, mangia da solo, deglutisce bene e non sbava, ha gli occhi dritti, sa leggere e scrivere e fare le addizioni….e non è normale tutto ciò che è al di fuori di questo schema. Non è così. Normale è ciò che siamo abituati a vedere. Per me, per Federico il fratellino di Pietro, ed era così anche per Lele, Pietro è normale: è normale che non parli, non cammini, abbia lo sguardo spesso perso, faccia crisi epilettiche…perché siamo abituati a vederlo così. Ed abbiamo imparato ad andare oltre questi schemi, abbiamo imparato a sentire quello che c’è “dentro” di lui, a sentire il suo cuore che si gonfia di gioia quando sente che lo accetti così com’è, senza commiserarlo per quello che non può fare. Il suo sguardo di riconoscenza quando incrocia il mio, mi appaga di tutte le fatiche perché emana un raggio d’amore puro.

L’esperienza di volontariato con persone disabili è una opportunità che le persone potrebbero cogliere per imparare ad andare oltre gli schemi, per imparare a sentire lo “scambio” che avviene con queste persone speciali.

Ringrazio fino d’ora tutti coloro che decideranno di contribuire in qualche modo a questo progetto.
Martina

Credo che l’esperienza più bella che si possa vivere lavorando o passando del tempo libero con le persone disabili sia quella di vedere la capacità che hanno di mettere a nudo le tue difficoltà, le tue paure, l’incapacità che spesso si ha di comunicare anche con il proprio corpo, di avere pazienza. Entrare in questo mondo spesso nascosto e messo in disparte dalla società “normale” ti aiuta ad aprire il tuo punto di vista e a vedere quante persone hanno bisogno di aiuto, di sostegno, di forza, mentre spesso il nostro egoismo ci porta a lamentarci per delle stupidaggini e non ci rendiamo conto di quanto in realtà siamo fortunati.
Matteo


SCRITTA DA NICOLA BIASI:

In ogni compagnia ghè…

ci magna, ci beve, ci fa sport e ci pitura
ci co le done la ghe nasea ben e per ci envesse l’era dura;
ci a balon l’era el pì brao, o presunto tale
ci la duminica siccome la Juve la vinsea el rompea le b…

In ogni compagnia ghè…

ci da soveno gavea la fortuna del motorin
e co na rua sola el fasea el fenomeno a Cavrin;
ci no ghe l’avea e girava co na bici cadenasso
e a quel del motorin el ghe se tacava al brasso.

In ogni compagnia ghè…

ci urla, ci sbraita, comanda e organisa i vespai
e ci l’è li sito sito ma nol manca mai;
ci se rabia se te ghe varde mal la dona
e ci se anca te ghe la toche el te perdona.

In ogni compagnia ghè… ci no ghe pì

E no ghè da pensar “sarà doman, fa stesso”
la vita la ne insegna che la succedi adesso;
e no preocupemose dela machina quando oramai l’è demolia
o quanto belo l’era el mar quando oramai semo vegnui via.

In ogni compagnia ghè… pien de amici, e pì i è tanti
e pì i problemi dela vita i diventa irrilevanti;
l’è inutile pensar a na persona solo mentre ghe l’avemo intorno
COME A CI NO GHE PI’… PENSEMOGHE OGNI GIORNO !!!

Ci na insegnà ste robe… pensen nol ghe sia pì
ma se ne vardemo dentro… lu l’è ancora li.



SSiSC 19/04/2008

sabato 22 marzo 2008

BUONA PASQUA A TUTTI (Pubblicato per conto di Roberto)

CIAO LELE SONO TRASCORSI 2 MESI DALLA TUA SCOMPARSA E NON CI CREDO ANCORA CHE TU NON SIA PIU TRA NOI.QUANDO VADO AL LAVORO OGNI MATTINA PASSO DAVANTI AL CIMITERO E NON RIESCO FAR A MENO DI GIRARE LA TESTA DALL'ALTRA PARTE E MI CHIEDO SE TUTTO QUESTO E' GIUSTO.VOGLIO SOLO SPERARE CHE NEL MONDO DOVE VIVI ADESSO TU NON SIA COSì CRUDELE E INGIUSTO A NON PERMETTERE DI VIVERE CON LA PROPRIA FAMIGLIA UNA SERENITA' COME TU L'AVEVI CON LA TUA E CON NOI.LELE CI MANCHI TANTO E NIENTE O NESSUNO POTRA' MAI CANCELLARE TUTTO IL BENE E LA FELICITA' CHE CI HAI DATO.PENSO SEMPRE ALLA TUA FAMIGLIA COME STA VIVENDO,LA MAMMA,TUO FRATELLO QUANTO DOLORE SOPRATUTTO IN QUESTI GIORNI FESTIVI POSSANO ACCETTARE LA TUA SCOMPARSA.AIUTACI DA LASSU' A SENTIRCI MEGLIO CON NOI STESSI E VEGLIA SOPPRATUTTO SUI TUOI BAMBINI CHE TI AMANO TANTO.CIAO JANNAO' MI AVREBBE PIACIUTO FARTELI DI PERSONA GLI AUGURI DI BUONA PASQUA .GRAZIE PER TUTTO QUELLO CHE CI HAI DATO...ROBJ

mercoledì 19 marzo 2008

Al Lele papà

Ti ho desiderato tanto che ogni giorno nascevi in me, nei miei pensieri e ti immaginavo, ti disegnavo con la matita dei miei occhi. Coloravo i tuoi, davo forma a tutto di te: eri li, mi stavi vicino, correvamo fianco a fianco...poi, ci tuffavamo, l'uno sull'altro e diventavamo uno solo.

Ed ecco materializzarsi il tutto; mi desto, metto a fuoco e capisco. Non sei più un miraggio ma puoi essere l'acqua dell'oasi. Capisco che esisti, sei un'entità, minuscola, invisibile, impalpabile ma già così presente in me, in noi. Ti vedo crescere attraverso il suo ventre, ti vedo con l'aiuto della tecnologia, sento che ti muovi quando cerco un piccolo approccio.

Non c'è più tempo da perdere, siamo al capolinea: la piccola entità sta per avere un volto, si sta facendo spazio tra di noi. Non riesco a connettere, è tutto un pò confuso, è l'euforia mista a paura che si impossessa di tutto me stesso.

Sei nato, mi sembra impossibile. Sei qui, tra le mie braccia, non mi rendo ancora conto...e piango. Piango perchè so di essere felice, piango perchè so di essere fortunato, piango per il timore di non essere all'altezza, piango per la forza che mi dai.

Il tempo passa, il tempo ci unisce, le piccole cose ci uniscono: e tu cresci, diventiamo grandi insieme, ci scambiamo le esperienze. Le mie serviranno a te per crescere forte e le tue serviranno a me per capirti, capire i tuoi bisogni e sostenerti.

Ma la vita è strana, ed è per questo che ci dobbiamo salutare. Ciao piccolo mio, piacere di averti conosciuto e avviato a questa vita che mi ha dato tanto ma ci ha divisi presto, troppo presto: avevo tante cose ancora da imparare per cercare di essere un padre sempre migliore. Ma di una cosa sono felice: sono riuscito a correre al tuo fianco e tuffarmi su di te, diventando uno solo.



A TE CHE SEI IL MIO PRESENTE,

A TE NELLA MIA MENTE,

E COME UCCELLI LEGGERI,

FUGGON TUTTI I MIEI PENSIERI,

PER LASCIAR SOLO IL POSTO AL TUO VISO

CHE COME UN SOLE ROSSO ACCESO...

ARDE PER ME


Oggi è la festa del papà...auguri Lele

Mauro

venerdì 14 marzo 2008

Mondiali 2006 (pubblicate per conto di Martina)

Per Martina e Lele (pubblicato per conto di Sara)


Martina oggi c’è un bellissimo sole, vero?
La primavera sta arrivando e inevitabilmente la natura..rinasce..
Chissà…forse Lele avrebbe preso la sua bici e sarebbe andato a farsi un giro…
Sai…ogni giorno mi capita di pensare a cosa avrebbe fatto Lele se fosse ancora qui.
A volte mi sembra che sia passata un’eternità,
complice la Vita che ci “costringe” ad accumulare nuove esperienze, nuove emozioni quotidiane per riempire i nostri vuoti profondi…
e invece non sono trascorsi neanche due mesi…ma tu lo sai meglio di me…
la sera quando mi metto davanti al Gohonzon a meditare
guardo la foto del lele a fianco ad una immagine del fior di loto
e mi sembrano cosi’ simili..
entrambi così belli
entrambi così candidi
entrambi così forti da riuscire a rinascere anche da terreni tanto…melmosi
si…perché lele non è morto..
Lui come il fior di loto
è li che riposa nella SUA stagione invernale
con paziente naturalezza in attesa di una nuova primavera
di una nuova vita…per poi rifiorire più bello e più solare di prima.
Mi manca sai?
Già…manca anche a me…
che l’ho conosciuto solo attraverso te.
Quando ci trovavamo a casa vostra per parlare di fotografia
si respirava sempre aria serena e tranquilla.
E anche l’altra sera quando ci siamo ritrovati a cena con gli altri a parlare di foto era tutto tranquillo …ma anche così…sospeso…
Insieme eravate così belli, eravate l’esempio che ogni difficoltà si può superare anche con un sorriso..anzi…soprattutto con un sorriso!!
E ora rimani tu con i tuoi angioletti
Tu donna meravigliosamente coraggiosa e forte e solare
Che non smetterò mai di stimare ed apprezzare per tutto quello che mi stai insegnando. Grazie.
Durante il rituale Buddista(come altre religioni)c’è una preghiera che rivolgiamo quotidianamente ai defunti e alla trasformazione del loro e del nostro karma…come vedi tu e lele siete sempre nei miei pensieri.
Qui sotto ti lascio un piccolo tratto di uno scritto di R. Steiner riguardo alla morte..
Ti abbraccio forte.

Sara.

IL MOMENTO DELLA MORTE
Qui sul piano fisico, l’uomo vede l’esperienza della morte
solo da una parte.
Vista da qui essa ha molti aspetti spaventosi.
Ma vista da là, essa è l’esperienza più bella, grande, importante che
un’ anima umana possa fare, poichè mostra sempre in modo splendido
come lo spirito vinca sull’ esistenza materiale.
…è principalmente grazie a questa esperienza che l’ anima dice a se stessa: “Io vivo, qui nel mondo spirituale”.
Per il fatto che l’ anima ha la forza di dire così a sé stessa, questa esperienza di morte possiede un significato immenso

per la vita che sta per
iniziare dopo la morte.

(Rudolf Steiner 29.11.1915)

domenica 24 febbraio 2008

giovedì 21 febbraio 2008

Un mese

E' passato un mese... a volte credo di poter accettare di non vederti più e di non poter più passare del tempo con te... altre volte, molte volte, non riesco ad accettare questo fatto... e mi trovo ancora a chiedermi come e perchè è accaduta una cosa così... e continuo a non trovare una risposta accettabile a tutto questo...
Ciao Lele.

mercoledì 13 febbraio 2008

CHE FORTE MIO ZIO!!!

12 febbraio 2008

Caro zio Lele,

ultimamente non faccio altro che pensare a tutto quello che è successo, sembra impossibile.
A volte provo a pizzicarmi con l’intento di svegliarmi e cercare di dimenticare quest’incubo ma, senza riuscirci, mi accorgo che sono sveglia.
Allora ripenso a tutti i momenti passati con te, quando ogni martedì venivi a prendermi a scuola per andare a mangiare la pizza del nonno Mario, quanto mi divertivo!
Il “giorno della pizza” è stato poi spostato al mercoledì, non dimenticherò mai il momento in cui entravo dalla porta e ti vedevo seduto al tuo solito posto intento a mangiare una mega fetta di pizza e poi fare anche il bis!
Domani, entrerò con il mio solito sorriso e i miei occhietti da mr Magoo immaginandoti lì, seduto al tuo posto con la stessa allegria che hai sempre avuto.
Si perché quella sedia non sarà mai vuota, ci ricorderà il tuo sorriso, la tua gioia di vivere, la tua semplicità e il tuo affetto che non mancava e non mancherà mai.
Ricordo tutte le volte che hai aggiustato il mio mp3 o i telecomandi che sbadatamente facevo cadere; i tuoi problemi di matematica e logica a cui trovavi una risposta nel giro di pochissimo tempo e senza capirli pensavo: che forte mio zio!
Le partite di pallavolo in piscina, il calcetto, arrivavi prima all’allenamento per vedere me, la grande partita Garda-Albarè, la tua passione per la musica e tanti altri momenti indimenticabili ma soprattutto l’amore per la tua famiglia.
Oggi è il giorno del mio compleanno e tra i messaggi che mi sono arrivati stamattina attendevo anche il tuo che tutti gli anni non tardavi a mandare, e sono sicura che anche quest’anno in qualche modo è arrivato da lassù.
Mi hai insegnato ad essere paziente, ad avere rispetto per le persone, a non abbattermi se qualcosa andava storto; per questo camminerò sempre a testa alta, fiera di essere tua nipote!
Ti voglio bene zio Lele!!!

Giulia.

Se lamentar augelli, o verdi fronde
mover soavemente a l’aura estiva,
o roco mormorar di lucide onde
s’ode d’una fiorita et fresca riva,

là’v’io seggia d’amor pensoso et scriva,
lei che’l ciel ne mostrò, terra nasconde,
veggio et odo, et intendo ch’ancor viva
di sì lontano a’sospir’ miei risponde.

<-mi dice con pietate- a che pur versi
degli occhi tristi un doloroso fiume?

Di me non pianger tu, chè’miei dì fersi
Morendo eterni, et ne l’interno lume,
quando mostrai de chiuder, gli occhi apersi>>.

F.Petrarca

giovedì 7 febbraio 2008

AL NOSTRO TROMBONISTA LELE (pubblicato per conto di Roberto)

Caro lele non è da tanto che ho aquistato un trombone a tiro.Come sai non è il mio strumento di quando io,tu e la Marta siamo entrati in banda.Tanti bei ricordi vissuti fra un concerto,una gita e quantaltro abbiamo fatto insieme in quella GRANDE FAMIGLIA che anche Martina era diventata una di noi.Da li è nato il vostro amore e vi ha condotto fino a quando il destino non vi ha in parte divisi.Dico in parte perchè niente e nessuno potrà mai cancellare tutto quello che insieme avete costruito.Lele voglio credere che se anche non sei più presente tra noi, da lassù ci aiuti a stare bene con noi stessi per aiutare il prossimo come lo facevi tu.Grazie LELE per averci regalato tante occasioni di felicità,cercherò anche col trombone di tenere vivo il tuo ricordo tra noi nella nostra grande famiglia.CIAO LELE 6 STATO UN GRANDE E LO SARAI SEMPRE PER ME,LA TUA FAMIGLIA E I TUOI TANTI AMICI.
Roberto

martedì 5 febbraio 2008

...con affettuosa nostalgia

E' martedì grasso,5 febbraio, ultimo di carnevale. Sono le 23,30, non ho sonno e la mia mente naviga, aiutata dalla trasmissione di Carlo Conti di sabato sera di revival musicali tutta allegria e nostalgia ,e ritorna alla mia adolescenza.

Mamma Martina ha fatto parte di essa, per un pò di tempo, e quando oggi sento i Duran Duran non posso fare a meno di pensare a lei e alla testa tanta che ci faceva su John Taylor e su quanto era figo. Casa sua era spesso punto di ritrovo, la porta era sempre aperta, ci si trovava spesso da lei, e molto spesso ci si fermava. Poi ci siamo anche motorizzati, lei con un CICLOMOTORE BRAVO de color, color...che no l'era tanto en bel color, ma la portava a spasso con noi. Ricordo sempre con gioia le pasquette alle TERRE ROSSE, i campiscuola, le finali del FESTIVALBAR in Arena e tutti i momenti passati in compagnia. Aveva una risata contagiosa, alta, bionda, portamento di chi vuole affrontare le cose di petto, due occhi sorridenti sempre in cerca di novità, ovunque. Camminare con lei voleva dire avere gli occhi addosso: bellissima e speciale, quello che era è rimasta. Poi siamo cresciuti, e con noi il desiderio di nuove esperienze, che ci ha portato pian piano a percorrere strade diverse.

Che dire poi del LELE, collega di lavoro per qualche anno?La Marti è speciale per una serie di motivi, lui lo era e lo resterà per altri. Mi scarrozzava a casa, ogni tanto con la sua UNO BLU, dove nella radio girava costantemente Frank Zappa. Gli dicevo "sa ela sta' roba", e lui, col suo sorriso sornione "Mauro, no te capisse gnente...!" Sul lavoro ascoltavamo Radio Azzurra: conosceva le canzoni più lui dei dj della radio. Era colto, intelligente, con una esuberanza contenuta, la battuta pronta, simpatico, sempre pronto a far festa: era un personaggio. Avevamo formato un bel gruppo affiatato, si lavorava, ma al momento opportuno, na' barzelletta o na' battuta e la composta realtà , si trasformava in coinvolgente evasione. Poi anche qui, e devo dire a malincuore, le nostre strade si sono divise e quando mi trovava in seguito mi diceva "dai Mauro torna en drio, dai che sema na' bela compagnia".
Lo so ben che era "na' bela compagnia" perchè era formata da gente speciale, gente che ti lascia qualcosa, che il tempo passa ma l'affetto resta. Ed è questo che ricordo con affettuosa nostalgia del LELE, la sua voglia di compagnia e la sua calma, non apparente, ma reale.

Per il resto poi, è storia di questi ultimi anni, e chi li conosce anche un po' sa...
Pensavo in cuor mio che avessero già pagato pegno con la sorte, che fosse giunta l'ora del raccolto. Evidentemente non era così. Penso spesso alla Martina, alla sua vita da ricomporre pezzo per pezzo, al suo dover sempre ripartire e mai proseguire sulla via tracciata, seppur a fatica, con forza d'animo e amore, tanto amore. Ho letto tutto d'un fiato ciò che ha scritto: credo sia straordinaria, e mi vien da pensare che tra le righe di ciò che ha scritto, dal profondo del suo cuore affranto, ci voglia dire che la vita vale la pena viverla...nonostante tutto.

Ciao Marti, ciao Pietro e Federico, per quel che posso vi sono vicino.

Ciao LELE, orgoglioso, onorato e fortunato di aver condiviso con te un po' della mia vita

A tutti con affetto Mauro

domenica 3 febbraio 2008

Sabato di Carnevale

Ciao Lele,
sono oramai 2 settimane che te ne sei andato. Ancora non riesco a rendermene conto tanto sembra impossibile.
In questo momento in cui sto scrivendo, è da poco passata la mezzanotte, in giro ci sono molte feste di carnevale. Ne abbiamo fatte anche noi, e tante volte il sabato di carnevale siamo andati a Venezia con il gruppone di Caprino e quasi tutti vestiti da conigli, tutti di colore diverso. Che figata! Tante sono state le scene di divertimento, ma mi rimarrà sempre impresso, quando siamo entrati in un ristorante, tu hai fatto la solita suonata con la tromba, ed alla fine, quando il cameriere gentilmente ci invitava ad uscire, tu gli hai detto "compimenti per la erre!", pronunciato alla veneziana. Che risate!
E che dire della festa di carnevale del 2001 a Villa Riva, a tema anni '70???
Credo basti guardare le foto seguenti:
Quando si poteva ci si divertiva sempre, e tu eri sempre tra i più forti. Avevi un vena ironica veramente di alto livello e le tue battute e le tue trovate erano sempre molto divertenti.
Voglio sperare che dove sei adesso, tu riesca a portare un po' della tua allegria.
Ci manchi sempre di più! Ciao.

giovedì 31 gennaio 2008


MI MANCHI LELE!!



Mio caro Lele,

sono rimasta al tuo fianco per dieci anni, dieci meravigliosi anni!

Prima ero certa che il mio, fosse il lavoro più bello del mondo, ora è rimasto solamente un lavoro! Senza di te è durissima, occupare il tuo posto non è facile e riempire il vuoto che hai lasciato ancor meno...

Quante cose mi hai insegnato in questi anni, o "imparato", come dicevi scherzosamente sempre tu... le origini delle canzoni, i loro significati, gli autori, i posti del mondo, gli sport, le regole sulla geometria... Eri la persona più colta e saggia che io avessi mai conosciuto!! Si parlava veramente di tutto con te... Per me eri una guida.. e in qualche modo, lo sarai ancora! Prima parlandomi e ora seguendo quello che mi hai insegnato...

Io ti ricordo con un sorriso, anche se talvolta, inevitabilmente, una lacrima riga il mio viso... mi manchi tantissimo!

Dicono che un giorno ci ritroveremo tutti, io lo spero, lo spero davvero tanto!!

Ciao Lele, ti porterò sempre nel mio cuore.


Giulia

mercoledì 30 gennaio 2008

Per Pietro e Federico



Ho scritto qualcosa anch'io per Pietro e Federico per quando saranno un po' più grandi,per quando avranno ricordi un po' offuscati del loro papà.
Papà Lele era sempre contento. Aveva la capacità di gioire anche delle piccole cose, come in questa foto, dove saltava e urlava contento come un bambino perché il sasso che aveva lanciato aveva fatto chissà quanti salti.......
Dal 18 marzo del 1995, giorno del nostro matrimonio, mi svegliava al mattino con un sorriso e mi augurava la buona notte ogni sera con un bacio e dicendomi Ti Amo guardandomi negli occhi, per farmi capire che era vero, che non me lo diceva per abitudine.
Il suo motto di fronte alle difficoltà era "non preoccuparti, il tempo sistema sempre tutto, basta volerse sempre ben!".
La sua calma era disarmante. Credo di non averlo mai visto agitato, forse solo una volta, prima della famosa partita dell'Albaré contro il Garda.
Non vedeva l'ora di tornare a casa dal lavoro per tornare da noi, per parlare con me, per giocare e scherzare con Federico, per coccolare Pietro.
Amava la buona musica, quella con la M maiuscola, quella che bisogna anche essere capaci di ascoltarla....
Amava la compagnia, le cene con gli amici, i venerdì con i vecchi amici e si dispiaceva quando andavano a monte.
Amava le domeniche in piscina d'estate e invitava tutti, così si poteva giocare a ping-pong americano o a pallavolo! Più siamo meglio è....era sempre festa a casa nostra.
Amava la sua famiglia....si faceva in quattro per noi, per vederci sempre contenti.
Era felice quando io ero felice e mi spronava a coltivare i miei hobbies. Non vedeva l'ora di vedere il mio quadro finito o le mie ultime foto e non la smetteva mai di farmi complimenti!
Era felice quando vedeva un sorriso di Pietro e per questo lo coccolava tanto....non gli piaceva fargli la ginnastica perché non voleva vederlo sofferente. Mi diceva "la ginnastica fagliela tu che sei una roccia, io gli faccio le coccole!".
Era felice quando sentiva le fantasie geniali di Federico e poi le raccontava orgoglioso a tutti.
Quando mi faceva uno scherzo, gli venivano le fossette sulle guance, così io capivo sempre che mi stava prendendo in giro.
Parlava poco, ma trovava sempre le parole giuste, in ogni occasione.
Aveva una intelligenza decisamente sopra la media, amava risolvere enigmi e trovava sempre le soluzioni in pochi secondi, lasciando me ed i suoi amici sempre stupefatti.
Sapeva ricordare un elenco di 100 oggetti ripetendoli dopo averli sentiti nell'ordine giusto e poi all'incontrario!
Cercava sempre un equilibrio, in tutte le cose. Non gli piacevano i fanatismi.
Non amava litigare....non ne era nemmeno capace. Per lui qualsiasi difficoltà poteva essere risolta con il dialogo e ci riusciva sempre.
Gli piaceva sentirsi utile: sapeva aggiustare tutto in casa, aveva imparato a fare i lavori da elettricista, da idraulico, da muratore, da imbianchino, osservando gli altri al lavoro. Era sempre disponibile a dare una mano a chiunque glielo chiedesse e lo faceva con il cuore.
Se si sentiva nervoso o arrabbiato si sfogava con un bel giro in bicicletta.
Sapeva vedere il bello ed il positivo dentro ad ogni cosa. Era sempre ottimista e trovava sempre il parcheggio vicino all'ingresso!
Non ha mai fumato una sigaretta, non aveva nemmeno mai provato a fumarla, perché trovava molto stupido il fatto di poter diventare schiavi di una cosa che fa male alla salute, che puzza e che costa anche dei soldi!
Ha sempre vissuto la vita intensamente, assaporando ogni cosa fino in fondo, non ha mai conosciuto la noia.
Sono orgogliosa di essere stata scelta da lui come moglie. Ci siamo amati ogni giorno sempre, provando rispetto e stima reciproca.
Da lui ho imparato cos'è l'amore vero, quello che dai senza volere niente in cambio.
E sono felice che abbiate nel vostro DNA una parte così speciale ed unica.

Mamma Martina

martedì 29 gennaio 2008

per te Lele....un piccolo pensiero

Ciao Lele,


“…voglio però ricordarti com’eri,
pensare che ancora vivi,
voglio pensare che ancora ci ascolti
e come allora sorridi…”


già, perché , il sorriso sul tuo viso non mancava mai.


Era il tuo biglietto da visita.


Non si può dire che eravamo amici nel vero senso della parola,ci saremo visti un trentina di volte, alle feste o alle scampagnate con tutta la compagnia, però ti ho sempre considerato tale e mi sono sempre rallegrata o preoccupata, anche se da lontano, con te e Martina per ciò che vi succedeva.


Ma quello che più mi ha colpito di te in assoluto è sempre stato il tuo sorriso .

Nonostante le difficoltà che la vita ti ha riservato io ti ho sempre visto sorridente e se ti si chiedeva "come va?" rispondevi sempre “Bene”!!


Eri la persona più positiva e solare che conoscessi.

Sono sicura che col tempo anche Martina, bellissima donna, mamma e moglie, alla quale la vita tanto ha dato e tanto ha tolto, ritroverà quel sorriso meraviglioso che ora ha perso, grazie all’aiuto dei vostri splendidi bambini e ..... magari al tuo.


Comunque, tornando a noi , tra una “strombazzata” e una parata da campione, sorridi anche lassù , fagli vedere chi sei.


ci mancherai.


arrivederci.......


Mela

Numero 1: Zanandreis Emanuele

Domenica si è giocata la partita Garda-Albarè.

Inevitabilmente la mia mente è andata al 6 maggio dell'anno scorso, quando a Caprino, proprio contro i gardesani, grazie alle tue parate nella lotteria dei rigori, ci hai permesso di vincere lo spareggio per il primo posto.

Ricordo ancora quando nello spogliatoio, tra l'incredulo e il meravigliato, ma sempre sorridente, mi hai confessato di esserci rimasto male perchè, a tuo parere, noi siamo stata l'unica squadra che dopo una vittoria ai rigori non è corsa ad abbracciare anche il portiere ma solo il giocatore che aveva realizzato il tiro decisivo.

Scusaci Lele, prima di allora, noi, al contrario di te, non avevamo mai vinto un campionato e non sapevamo come si festeggia.

Tante sono le cose che con la tua esperienza ci hai insegnato; tanti sono i valori che ci hai trasmesso in poco tempo. Troppo poco tempo!

Ti ricorderò per sempre per il tuo sorriso, la tua voglia di scherzare, il tuo "sfottermi" per il tuo piede più sensibile del mio, per i tuoi dribbling agli attaccanti all'interno dell'area di rigore, per la tua uscita kamikaze contro il Cavaion, quando, invece di prendere il pallone e/o l'avversario, hai abbattuto me (ho ancora il segno dei tuoi tacchetti sulla coscia destra!!!), per il tuo modo di affrontare i problemi, di vivere sempre serenamente.

Mi ritengo fortunato per averti conosciuto e per essere stato tuo compagno di squadra.
Ciao Lele

Chicco

lunedì 28 gennaio 2008

martina

È l'alba del mio trentasettesimo compleanno e,come mi succede da tempo,troppo tempo non riesco a dormire a lungo.

Le cose della vita hanno il sopravvento su quel luogo dell'oblio che dovrebbe essere il sonno.Così mi ritrovo alle cinque del mattino con gli occhi spalancati nel buio, a pensare all'organizzazione della giornata che sta nascendo,al lavoro alle tante cose da fare e che puntualmente rimando,a come uscire indenne da un altro giorno che,spesso,si rivela essere meno terribile da come mi appare nelle mie elucubrazioni notturne.

Questa mattina il lavoro non c'è,è domenica,e la mia testa grazie a Dio,ha elaborato bene quest'informazione..Però mi sono svegliata pensando a Martina,al pomeriggio che le dedicherò,se riuscirò a strapparle un debole sorriso.

Voglio mettere a frutto queste ore di sonno mancato e raccontare le sua storia.

-1-

Ci siamo conosciute a scuola,primo anno delle superiori e non ricordo esattamente come furono i primi approcci. Diciamo che probabilmente,anzi sicuramente,il rapporto si è "cementato" in quarta superiore,quando tutto sommato eravamo abbastanza grandi per operare una specie di selezione,nella massa eterogenea e colorata della "classe".In quel tempo poi,ero distratta dall' amore totalizzante per il mio primo fidanzato(durato undici anni!) e lei,sempre iperattiva e curiosa,era presa da mille attività che spaziavano dal flauto traverso alle immersioni,dal lavorare a maglia al ragazzo dell'epoca.

Devo dire che,per quanto mi riguarda,sono stati tempi veramente felici,che successivamente avrei rimpianto molto come del resto accade tutt'ora.

Per me la scuola,al di là degli insegnamenti didattici in senso stretto,è stata luogo di svago,confronto,conoscenza ,di insegnanti meravigliosi che rivedo ancora oggi sempre volentieri.

In quel periodo sono nate belle amicizie,con persone estremamente diverse tra di loro e non banali.

La fine degli esami di maturità per me è stata triste .Significava l'abbandono di quella "casa" e l'inevitabile separazione da quelle persone. Mi struggevo pensando che non le avrei più viste tutti i giorni,che comunque si stava ricominciando dall'inizio,che non avevo ancora un'idea precisa di me. Venditti cantava "Notte prima degli esami" e io pensavo che l'avesse scritta per me.

La matematica non sarà mai il mio mestiere,diceva e aveva ragione..odio i numeri..

In realtà la fine delle superiori non ci ha mai allontanati. Per un po' di tempo,non ricordo quanto,ci si vedeva tutti i mercoledì sera. Si usciva,si beveva qualcosa,si ricordavano aneddoti,sempre gli stessi e sempre per le stesse cose si rideva. A distanza di diciotto anni è ancora così,ci si trova e si ride per le stesse stupidaggini.


-2-

Mi sono iscritta all'università,esperienza breve e fallimentare e nel 1991 ho trovato il mio primo lavoro serio. Serio nel senso che mi dava uno stipendio vero,ma dentro di me l'ho sempre considerato un lavoro transitorio anche se così non è stato.

Per una serie di vicissitudini familiari,avevo assolutamente bisogno di quello stipendio sicuro e per molti anni mi sono adagiata,convincendomi piano piano di non essere in grado di fare altro che la venditrice.In seguito mi sono dovuta ricredere:avrei fatto egregiamente anche la cassiera,senza nulla togliere ad una categoria spesso bistrattata.Ma questa è un'altra storia.

Credo sia stato allora,nel '92 forse nel '93 che Martina,allora abbastanza infelicemente fidanzata,abbia incontrato nuovamente Emanuele.Dico nuovamente,perchè si conoscevano già e se non ricordo male,lei da piccola aveva una cotta per lui.

Non conosco i particolari del loro riavvicinamento.So solo che allora è nato un grande amore,sfociato poco dopo in un matrimonio.

Non credo di avere mai visto coppia più unita.Dagli interessi comuni,da una tale affinità che portava persino a intravvedere una somiglianza fisica tra di loro.

Non ho specificato che Martina è bella.Alta,un bel portamento,il sorriso aperto e lo sguardo chiaro e sincero.Emanuele occhi azzurrissimi,capelli chiari,riservato e gentile.

Belli,davvero belli.


-3-

31 dicembre 1999.

Ero single da un anno,dopo undici di fidanzamento.

Ancora ebbra di euforia,per un anno di vita condiviso con Chicca,nella stessa casa e da un soggiorno di tre mesi in Inghilterra.

Mi ero presa un'aspettativa dal lavoro,avevo voglia di allontanarmi per riflettere e capire cosa fare di me alla tenera età di 27 anni.

Ero rientrata da un mese, e mi sentivo diversa. Avevo un'energia nuova,ero riuscita a mettermi alla prova,ero riuscita a sopravvivere e avevo fatto delle esperienze che mi avevano dato una grande fiducia in me stessa.Diciamo che la mia autostima stava riprendendo quota.

Quella notte,ultimo giorno dell'anno,stavo rientrando da una festa alla quale di fatto non avevo partecipato molto.I ricordi sono annebbiati dai fumi dell'alcool e posso stendere un pietosissimo velo su quanto ho fatto.

Stavo parcheggiando sotto casa dei miei,dai quali ero tornata a vivere dopo gli sperperi inglesi,quando mi è arrivata la notizia della nascita di Pietro.Per uno scarto di pochi minuti,è nato negli anni novanta anziché nel nuovo millennio.La gioia era tanta.Martina era stata la prima del nostro gruppetto di ex compagne di scuola ad avere un figlio.Era come se l'avessimo avuto tutte noi,era un'emozione nuova per tutte.

All'ospedale,seduta a letto dolorante per i postumi del taglio cesareo,Martina si era truccata un po',aveva le guance rosa di phard e di felicità e gli occhi accesi di vita.

Pietro era un fagottino biondo,con le guance piene e dormiva ignaro di tutti noi,che dietro la vetrata della nursery battevamo le dita sul vetro sperando di richiamare la sua attenzione.


-4-

Mi stavo preparando per uscire con lei,un paio di mesi dopo il parto,quando ricevo la sua telefonata.

"Non so se riesco ad uscire" -mi ha detto-

"Oggi ho fatto il vaccino a Pietro,ma non mi sembra stia tanto bene,si lamenta e scalcia in modo strano".

Qualche ora dopo,qualche giorno dopo,Pietro non sarebbe stato più il bambino di prima.

Amato come e più di prima,oggi a otto anni Pietro è lo stesso bel bambino biondo,ma non parla,non cammina e non potrà mai farlo.Ha riportato lesioni cerebrali che gli causano un sacco di problemi.

Sono stati tempi duri.

La paura e il dolore sono stati grandi,ma la vita è stata più forte.

Emanuele e Martina hanno combattuto la loro personale battaglia contro il destino e le istituzioni e posso affermare con sicurezza che hanno vinto.

Pietro è stato in vacanza ovunque e con qualsiasi mezzo,dal camper all'aereo,è sempre circondato da persone che gli vogliono bene,frequenta la scuola elementare e questi primi anni di vita,con gli alti e bassi che in una situazione del genere sono ovvi,sono stati sereni.

Martina si è reinventata un lavoro,non potendo e probabilmente non volendo più allontanarsi per troppe ore da casa e adesso,dopo qualche anno di studio,pratica massaggi shiatzu in uno spazio appositamente creato al piano inferiore di casa sua.

Sei anni e pochi mesi fa è nato anche Federico,che ha lo stesso sguardo chiaro di Emanuele e un'intelligenza che ti sbalordisce giorno per giorno.

Martina ha volto lo sguardo altrove, i suoi interessi adesso sono la pittura e la fotografia.

A casa sua c'è anche un pianoforte ma non gliel'ho mai sentito suonare.

In questi otto anni,passati in un soffio,sono successe tante cose, a tutti noi.

Le gioie e i dispiaceri hanno giocato e ballato con le nostre vite,ci sono stati matrimoni,nascite,malattie e nuovi inizi.C'è stato e c'è il lavoro,le incombenze quotidiane che spostano l'attenzione altrove.

Credo però che,nonostante tutto, la nostra essenza,noi ,siamo ancora i ragazzini che eravamo allora.


-5-

Oggi compio trentasette anni.

Sono da Martina,Pietro è dalla nonna e Federico è andato a giocare dal cuginetto.

La casa è vuota,grande silenziosa e colorata.

Mela,il cane ogni tanto mi si butta addosso in cerca di coccole e Jonny spia invidioso dalla vetrata,con un orecchio attento e l'altro rilassato

lo sguardo vivace.

Martina spolvera,sistema e non si ferma un momento.

Vorrei riuscire a dirle che passerà,che un giorno tutto questo sarà lontano,che tutto quello che rimarrà saranno l'amore,l'allegria e il bello vissuto insieme.

Vorrei abbracciarla,dirle di rompere tutto,di gridare e di piangere tutte le lacrime che ha e poi ricominciare.

Vorrei dirle che è bellissima, nonostante il dolore che la spacca dentro,le occhiaie,le notti insonni,la gente che la stordisce,il dover esserci per forza.

Vorrei dirle che Emanuele entrerà da quella porta e tutto sarà come prima.

Ma non posso.

Non posso dirle adesso che sono certa che,forse non tanto presto,la vita ancora una volta avrà la meglio.Che Pietro e Federico saranno ancora una fonte d'acqua fresca a cui bere a grandi sorsi,che un giorno non avrà più solo voglia di dormire ma tornerà a guardare il mondo con gli occhi grandi e spalancati,ancora curiosi.Che ci saranno nuovi profumi da respirare,nuovi colori da vedere.

Adesso non posso dirle questo.


QUANDO TUTTE LE PAROLE

SAI CHE NON I SERVON PIU'

QUANDO SUDI IL TUO CORAGGIO

PER NON STARTENE LAGGIU'

QUANDO TIRI IN MEZZO DIO

O IL DESTINO O CHISSA' CHE

CHE NESSUNO TE LO SPIEGA

PERCHE' SIA SUCCESSO A TE

QUANDO TIRA UN PO' DI VENTO

CHE CI SI RIALZA UN PO'

E LA VITA E' UN PO' PIU' FORTE

DEL TUO DIRLE "GRAZIE NO"

QUANDO SEMBRA TUTTO FERMO

LA TUA RUOTA GIRERA'

SOPRA IL GIORNO DI DOLORE

CHE UNO HA.

QUANDO INDIETRO NON SI TORNA

QUANDO L'HAI CAPITO CHE

CHE LA VITA NON E' GIUSTA

COME LA VORRESTI TE

QUANDO FARSI UNA RAGIONE

VORRA' DIRE VIVERE

TE L'HAN DETTO TUTTI QUANTI

CHE PER LORO E' FACILE

QUANDO BATTE UN PO' DI SOLE

DOVE CI CONTAVI UN PO'

E LA VITA E' UN PO' PIU' FORTE

DEL TUO DIRLE "ANCORA NO"

QUANDO LA FERITA BRUCIA

LA TUA PELLE SI FARA'

SOPRA IL GIORNO DI DOLORE

CHE UNO HA.

QUANDO IL CUORE SENZA UN PEZZO

IL SUO RITMO PRENDERA'

QUANDO L'ARIA CHE FA IL GIRO

I TUOI POLMONI BECCHERA'

QUANDO QUESTA MERDA INTORNO

SEMPRE MERDA RESTERA'

RICONOSCERAI L'ODORE

PERCHE' QUESTA E' LA REALTA'

QUANDO LA TUA SVEGLIA SUONA

E TU TI CHEDERAI CHE ORA E'

CHE LA VITA E' SEMRE FORTE

MOLTO PIU' CHE FACILE

QUANDO SPOSTI APPENA IL PIEDE

LI' IL TUO TEMPO CRESCERA'

SOPRA IL GIORNO DI DOLORE CHE UNO HA.

... ed era sempre FESTA


Questo Nostro grande Lele



.... Questo senso di incredulità e smarrimento che si legge nel volto e nelle parole di tutti noi, ci fa capire l’importanza dei momenti passati assieme ….

Mi hai insegnato a “fare il portiere”, anche se come dicevi tu: “… non esistono porte abbastanza piccole per la mia bravura”, …. ma grazie a te sono riuscito a vincere due campionati di serie D.

Ci hai insegnato a cosa vuol dire “gruppo”, … ed ogni occasione era buona per trovarsi e stare insieme

Ci hai insegnato ad essere “forti in tutte le situazioni”, …. e forse è per questo che in questo momento non crolliamo nello sconforto

Ci hai insegnato a “non mollare mai”, … e noi terremo sempre duro, contro tutte le avversità, fino alla fine, come hai fatto tu

Ci hai insegnato che in primis “si pensa al prossimo”, … e non preoccuparti, non verremo a meno anche verso Pietro e Federico

Ci hai insegnato cosa è la “vera amicizia”, …. ed il tuo aspettarci per un ultimo saluto, ne è la assoluta dimostrazione

… ci hai insegnato tanto … ma solo ora cominciamo a capire, che il valore assoluto di tutto questo è l’affetto che hai dato a tutti noi.

Ci manchi

Ciao “Collega”!!!
Ciao Grande!!!
Mirco
PS: ci hai insegnato anche a “perdonare” …. Ma non riesco proprio a perdonati per il vuoto che ci hai lasciato