
giovedì 31 gennaio 2008

mercoledì 30 gennaio 2008
Per Pietro e Federico

Ho scritto qualcosa anch'io per Pietro e Federico per quando saranno un po' più grandi,per quando avranno ricordi un po' offuscati del loro papà.
Papà Lele era sempre contento. Aveva la capacità di gioire anche delle piccole cose, come in questa foto, dove saltava e urlava contento come un bambino perché il sasso che aveva lanciato aveva fatto chissà quanti salti.......
Dal 18 marzo del 1995, giorno del nostro matrimonio, mi svegliava al mattino con un sorriso e mi augurava la buona notte ogni sera con un bacio e dicendomi Ti Amo guardandomi negli occhi, per farmi capire che era vero, che non me lo diceva per abitudine.
Il suo motto di fronte alle difficoltà era "non preoccuparti, il tempo sistema sempre tutto, basta volerse sempre ben!".
La sua calma era disarmante. Credo di non averlo mai visto agitato, forse solo una volta, prima della famosa partita dell'Albaré contro il Garda.
Non vedeva l'ora di tornare a casa dal lavoro per tornare da noi, per parlare con me, per giocare e scherzare con Federico, per coccolare Pietro.
Amava la buona musica, quella con la M maiuscola, quella che bisogna anche essere capaci di ascoltarla....
Amava la compagnia, le cene con gli amici, i venerdì con i vecchi amici e si dispiaceva quando andavano a monte.
Amava le domeniche in piscina d'estate e invitava tutti, così si poteva giocare a ping-pong americano o a pallavolo! Più siamo meglio è....era sempre festa a casa nostra.
Amava la sua famiglia....si faceva in quattro per noi, per vederci sempre contenti.
Era felice quando io ero felice e mi spronava a coltivare i miei hobbies. Non vedeva l'ora di vedere il mio quadro finito o le mie ultime foto e non la smetteva mai di farmi complimenti!
Era felice quando vedeva un sorriso di Pietro e per questo lo coccolava tanto....non gli piaceva fargli la ginnastica perché non voleva vederlo sofferente. Mi diceva "la ginnastica fagliela tu che sei una roccia, io gli faccio le coccole!".
Era felice quando sentiva le fantasie geniali di Federico e poi le raccontava orgoglioso a tutti.
Quando mi faceva uno scherzo, gli venivano le fossette sulle guance, così io capivo sempre che mi stava prendendo in giro.
Parlava poco, ma trovava sempre le parole giuste, in ogni occasione.
Aveva una intelligenza decisamente sopra la media, amava risolvere enigmi e trovava sempre le soluzioni in pochi secondi, lasciando me ed i suoi amici sempre stupefatti.
Sapeva ricordare un elenco di 100 oggetti ripetendoli dopo averli sentiti nell'ordine giusto e poi all'incontrario!
Cercava sempre un equilibrio, in tutte le cose. Non gli piacevano i fanatismi.
Non amava litigare....non ne era nemmeno capace. Per lui qualsiasi difficoltà poteva essere risolta con il dialogo e ci riusciva sempre.
Gli piaceva sentirsi utile: sapeva aggiustare tutto in casa, aveva imparato a fare i lavori da elettricista, da idraulico, da muratore, da imbianchino, osservando gli altri al lavoro. Era sempre disponibile a dare una mano a chiunque glielo chiedesse e lo faceva con il cuore.
Se si sentiva nervoso o arrabbiato si sfogava con un bel giro in bicicletta.
Sapeva vedere il bello ed il positivo dentro ad ogni cosa. Era sempre ottimista e trovava sempre il parcheggio vicino all'ingresso!
Non ha mai fumato una sigaretta, non aveva nemmeno mai provato a fumarla, perché trovava molto stupido il fatto di poter diventare schiavi di una cosa che fa male alla salute, che puzza e che costa anche dei soldi!
Ha sempre vissuto la vita intensamente, assaporando ogni cosa fino in fondo, non ha mai conosciuto la noia.
Sono orgogliosa di essere stata scelta da lui come moglie. Ci siamo amati ogni giorno sempre, provando rispetto e stima reciproca.
Da lui ho imparato cos'è l'amore vero, quello che dai senza volere niente in cambio.
E sono felice che abbiate nel vostro DNA una parte così speciale ed unica.
Mamma Martina
martedì 29 gennaio 2008
per te Lele....un piccolo pensiero
pensare che ancora vivi,
voglio pensare che ancora ci ascolti
e come allora sorridi…”
già, perché , il sorriso sul tuo viso non mancava mai.
Era il tuo biglietto da visita.
Non si può dire che eravamo amici nel vero senso della parola,ci saremo visti un trentina di volte, alle feste o alle scampagnate con tutta la compagnia, però ti ho sempre considerato tale e mi sono sempre rallegrata o preoccupata, anche se da lontano, con te e Martina per ciò che vi succedeva.
Ma quello che più mi ha colpito di te in assoluto è sempre stato il tuo sorriso .
Eri la persona più positiva e solare che conoscessi.
Comunque, tornando a noi , tra una “strombazzata” e una parata da campione, sorridi anche lassù , fagli vedere chi sei.
ci mancherai.
Mela
Numero 1: Zanandreis Emanuele
Inevitabilmente la mia mente è andata al 6 maggio dell'anno scorso, quando a Caprino, proprio contro i gardesani, grazie alle tue parate nella lotteria dei rigori, ci hai permesso di vincere lo spareggio per il primo posto.
Ricordo ancora quando nello spogliatoio, tra l'incredulo e il meravigliato, ma sempre sorridente, mi hai confessato di esserci rimasto male perchè, a tuo parere, noi siamo stata l'unica squadra che dopo una vittoria ai rigori non è corsa ad abbracciare anche il portiere ma solo il giocatore che aveva realizzato il tiro decisivo.
Scusaci Lele, prima di allora, noi, al contrario di te, non avevamo mai vinto un campionato e non sapevamo come si festeggia.
Tante sono le cose che con la tua esperienza ci hai insegnato; tanti sono i valori che ci hai trasmesso in poco tempo. Troppo poco tempo!
Ti ricorderò per sempre per il tuo sorriso, la tua voglia di scherzare, il tuo "sfottermi" per il tuo piede più sensibile del mio, per i tuoi dribbling agli attaccanti all'interno dell'area di rigore, per la tua uscita kamikaze contro il Cavaion, quando, invece di prendere il pallone e/o l'avversario, hai abbattuto me (ho ancora il segno dei tuoi tacchetti sulla coscia destra!!!), per il tuo modo di affrontare i problemi, di vivere sempre serenamente.
Mi ritengo fortunato per averti conosciuto e per essere stato tuo compagno di squadra.
Ciao Lele
Chicco
lunedì 28 gennaio 2008
martina
Le cose della vita hanno il sopravvento su quel luogo dell'oblio che dovrebbe essere il sonno.Così mi ritrovo alle cinque del mattino con gli occhi spalancati nel buio, a pensare all'organizzazione della giornata che sta nascendo,al lavoro alle tante cose da fare e che puntualmente rimando,a come uscire indenne da un altro giorno che,spesso,si rivela essere meno terribile da come mi appare nelle mie elucubrazioni notturne.
Questa mattina il lavoro non c'è,è domenica,e la mia testa grazie a Dio,ha elaborato bene quest'informazione..Però mi sono svegliata pensando a Martina,al pomeriggio che le dedicherò,se riuscirò a strapparle un debole sorriso.
Voglio mettere a frutto queste ore di sonno mancato e raccontare le sua storia.
-1-
Ci siamo conosciute a scuola,primo anno delle superiori e non ricordo esattamente come furono i primi approcci. Diciamo che probabilmente,anzi sicuramente,il rapporto si è "cementato" in quarta superiore,quando tutto sommato eravamo abbastanza grandi per operare una specie di selezione,nella massa eterogenea e colorata della "classe".In quel tempo poi,ero distratta dall' amore totalizzante per il mio primo fidanzato(durato undici anni!) e lei,sempre iperattiva e curiosa,era presa da mille attività che spaziavano dal flauto traverso alle immersioni,dal lavorare a maglia al ragazzo dell'epoca.
Devo dire che,per quanto mi riguarda,sono stati tempi veramente felici,che successivamente avrei rimpianto molto come del resto accade tutt'ora.
Per me la scuola,al di là degli insegnamenti didattici in senso stretto,è stata luogo di svago,confronto,conoscenza ,di insegnanti meravigliosi che rivedo ancora oggi sempre volentieri.
In quel periodo sono nate belle amicizie,con persone estremamente diverse tra di loro e non banali.
La fine degli esami di maturità per me è stata triste .Significava l'abbandono di quella "casa" e l'inevitabile separazione da quelle persone. Mi struggevo pensando che non le avrei più viste tutti i giorni,che comunque si stava ricominciando dall'inizio,che non avevo ancora un'idea precisa di me. Venditti cantava "Notte prima degli esami" e io pensavo che l'avesse scritta per me.
La matematica non sarà mai il mio mestiere,diceva e aveva ragione..odio i numeri..
In realtà la fine delle superiori non ci ha mai allontanati. Per un po' di tempo,non ricordo quanto,ci si vedeva tutti i mercoledì sera. Si usciva,si beveva qualcosa,si ricordavano aneddoti,sempre gli stessi e sempre per le stesse cose si rideva. A distanza di diciotto anni è ancora così,ci si trova e si ride per le stesse stupidaggini.
-2-
Mi sono iscritta all'università,esperienza breve e fallimentare e nel 1991 ho trovato il mio primo lavoro serio. Serio nel senso che mi dava uno stipendio vero,ma dentro di me l'ho sempre considerato un lavoro transitorio anche se così non è stato.
Per una serie di vicissitudini familiari,avevo assolutamente bisogno di quello stipendio sicuro e per molti anni mi sono adagiata,convincendomi piano piano di non essere in grado di fare altro che la venditrice.In seguito mi sono dovuta ricredere:avrei fatto egregiamente anche la cassiera,senza nulla togliere ad una categoria spesso bistrattata.Ma questa è un'altra storia.
Credo sia stato allora,nel '92 forse nel '93 che Martina,allora abbastanza infelicemente fidanzata,abbia incontrato nuovamente Emanuele.Dico nuovamente,perchè si conoscevano già e se non ricordo male,lei da piccola aveva una cotta per lui.
Non conosco i particolari del loro riavvicinamento.So solo che allora è nato un grande amore,sfociato poco dopo in un matrimonio.
Non credo di avere mai visto coppia più unita.Dagli interessi comuni,da una tale affinità che portava persino a intravvedere una somiglianza fisica tra di loro.
Non ho specificato che Martina è bella.Alta,un bel portamento,il sorriso aperto e lo sguardo chiaro e sincero.Emanuele occhi azzurrissimi,capelli chiari,riservato e gentile.
Belli,davvero belli.
31 dicembre 1999.
Ero single da un anno,dopo undici di fidanzamento.
Ancora ebbra di euforia,per un anno di vita condiviso con Chicca,nella stessa casa e da un soggiorno di tre mesi in Inghilterra.
Mi ero presa un'aspettativa dal lavoro,avevo voglia di allontanarmi per riflettere e capire cosa fare di me alla tenera età di 27 anni.
Ero rientrata da un mese, e mi sentivo diversa. Avevo un'energia nuova,ero riuscita a mettermi alla prova,ero riuscita a sopravvivere e avevo fatto delle esperienze che mi avevano dato una grande fiducia in me stessa.Diciamo che la mia autostima stava riprendendo quota.
Quella notte,ultimo giorno dell'anno,stavo rientrando da una festa alla quale di fatto non avevo partecipato molto.I ricordi sono annebbiati dai fumi dell'alcool e posso stendere un pietosissimo velo su quanto ho fatto.
Stavo parcheggiando sotto casa dei miei,dai quali ero tornata a vivere dopo gli sperperi inglesi,quando mi è arrivata la notizia della nascita di Pietro.Per uno scarto di pochi minuti,è nato negli anni novanta anziché nel nuovo millennio.La gioia era tanta.Martina era stata la prima del nostro gruppetto di ex compagne di scuola ad avere un figlio.Era come se l'avessimo avuto tutte noi,era un'emozione nuova per tutte.
All'ospedale,seduta a letto dolorante per i postumi del taglio cesareo,Martina si era truccata un po',aveva le guance rosa di phard e di felicità e gli occhi accesi di vita.
Pietro era un fagottino biondo,con le guance piene e dormiva ignaro di tutti noi,che dietro la vetrata della nursery battevamo le dita sul vetro sperando di richiamare la sua attenzione.
-4-
Mi stavo preparando per uscire con lei,un paio di mesi dopo il parto,quando ricevo la sua telefonata.
"Non so se riesco ad uscire" -mi ha detto-
"Oggi ho fatto il vaccino a Pietro,ma non mi sembra stia tanto bene,si lamenta e scalcia in modo strano".
Qualche ora dopo,qualche giorno dopo,Pietro non sarebbe stato più il bambino di prima.
Amato come e più di prima,oggi a otto anni Pietro è lo stesso bel bambino biondo,ma non parla,non cammina e non potrà mai farlo.Ha riportato lesioni cerebrali che gli causano un sacco di problemi.
Sono stati tempi duri.
La paura e il dolore sono stati grandi,ma la vita è stata più forte.
Emanuele e Martina hanno combattuto la loro personale battaglia contro il destino e le istituzioni e posso affermare con sicurezza che hanno vinto.
Pietro è stato in vacanza ovunque e con qualsiasi mezzo,dal camper all'aereo,è sempre circondato da persone che gli vogliono bene,frequenta la scuola elementare e questi primi anni di vita,con gli alti e bassi che in una situazione del genere sono ovvi,sono stati sereni.
Martina si è reinventata un lavoro,non potendo e probabilmente non volendo più allontanarsi per troppe ore da casa e adesso,dopo qualche anno di studio,pratica massaggi shiatzu in uno spazio appositamente creato al piano inferiore di casa sua.
Sei anni e pochi mesi fa è nato anche Federico,che ha lo stesso sguardo chiaro di Emanuele e un'intelligenza che ti sbalordisce giorno per giorno.
Martina ha volto lo sguardo altrove, i suoi interessi adesso sono la pittura e la fotografia.
A casa sua c'è anche un pianoforte ma non gliel'ho mai sentito suonare.
In questi otto anni,passati in un soffio,sono successe tante cose, a tutti noi.
Le gioie e i dispiaceri hanno giocato e ballato con le nostre vite,ci sono stati matrimoni,nascite,malattie e nuovi inizi.C'è stato e c'è il lavoro,le incombenze quotidiane che spostano l'attenzione altrove.
Credo però che,nonostante tutto, la nostra essenza,noi ,siamo ancora i ragazzini che eravamo allora.
-5-
Oggi compio trentasette anni.
Sono da Martina,Pietro è dalla nonna e Federico è andato a giocare dal cuginetto.
La casa è vuota,grande silenziosa e colorata.
Mela,il cane ogni tanto mi si butta addosso in cerca di coccole e Jonny spia invidioso dalla vetrata,con un orecchio attento e l'altro rilassato
lo sguardo vivace.
Martina spolvera,sistema e non si ferma un momento.
Vorrei riuscire a dirle che passerà,che un giorno tutto questo sarà lontano,che tutto quello che rimarrà saranno l'amore,l'allegria e il bello vissuto insieme.
Vorrei abbracciarla,dirle di rompere tutto,di gridare e di piangere tutte le lacrime che ha e poi ricominciare.
Vorrei dirle che è bellissima, nonostante il dolore che la spacca dentro,le occhiaie,le notti insonni,la gente che la stordisce,il dover esserci per forza.
Vorrei dirle che Emanuele entrerà da quella porta e tutto sarà come prima.
Ma non posso.
Non posso dirle adesso che sono certa che,forse non tanto presto,la vita ancora una volta avrà la meglio.Che Pietro e Federico saranno ancora una fonte d'acqua fresca a cui bere a grandi sorsi,che un giorno non avrà più solo voglia di dormire ma tornerà a guardare il mondo con gli occhi grandi e spalancati,ancora curiosi.Che ci saranno nuovi profumi da respirare,nuovi colori da vedere.
Adesso non posso dirle questo.
QUANDO TUTTE LE PAROLE
SAI CHE NON I SERVON PIU'
QUANDO SUDI IL TUO CORAGGIO
PER NON STARTENE LAGGIU'
QUANDO TIRI IN MEZZO DIO
O IL DESTINO O CHISSA' CHE
CHE NESSUNO TE LO SPIEGA
PERCHE' SIA SUCCESSO A TE
QUANDO TIRA UN PO' DI VENTO
CHE CI SI RIALZA UN PO'
E LA VITA E' UN PO' PIU' FORTE
DEL TUO DIRLE "GRAZIE NO"
QUANDO SEMBRA TUTTO FERMO
LA TUA RUOTA GIRERA'
SOPRA IL GIORNO DI DOLORE
CHE UNO HA.
QUANDO INDIETRO NON SI TORNA
QUANDO L'HAI CAPITO CHE
CHE LA VITA NON E' GIUSTA
COME LA VORRESTI TE
QUANDO FARSI UNA RAGIONE
VORRA' DIRE VIVERE
TE L'HAN DETTO TUTTI QUANTI
CHE PER LORO E' FACILE
QUANDO BATTE UN PO' DI SOLE
DOVE CI CONTAVI UN PO'
E LA VITA E' UN PO' PIU' FORTE
DEL TUO DIRLE "ANCORA NO"
QUANDO LA FERITA BRUCIA
LA TUA PELLE SI FARA'
SOPRA IL GIORNO DI DOLORE
CHE UNO HA.
QUANDO IL CUORE SENZA UN PEZZO
IL SUO RITMO PRENDERA'
QUANDO L'ARIA CHE FA IL GIRO
I TUOI POLMONI BECCHERA'
QUANDO QUESTA MERDA INTORNO
SEMPRE MERDA RESTERA'
RICONOSCERAI L'ODORE
PERCHE' QUESTA E' LA REALTA'
QUANDO LA TUA SVEGLIA SUONA
E TU TI CHEDERAI CHE ORA E'
CHE LA VITA E' SEMRE FORTE
MOLTO PIU' CHE FACILE
QUANDO SPOSTI APPENA IL PIEDE
LI' IL TUO TEMPO CRESCERA'
SOPRA IL GIORNO DI DOLORE CHE UNO HA.
Questo Nostro grande Lele

.... Questo senso di incredulità e smarrimento che si legge nel volto e nelle parole di tutti noi, ci fa capire l’importanza dei momenti passati assieme ….
Mi hai insegnato a “fare il portiere”, anche se come dicevi tu: “… non esistono porte abbastanza piccole per la mia bravura”, …. ma grazie a te sono riuscito a vincere due campionati di serie D.
Ci hai insegnato a cosa vuol dire “gruppo”, … ed ogni occasione era buona per trovarsi e stare insieme
Ci hai insegnato ad essere “forti in tutte le situazioni”, …. e forse è per questo che in questo momento non crolliamo nello sconforto
Ci hai insegnato a “non mollare mai”, … e noi terremo sempre duro, contro tutte le avversità, fino alla fine, come hai fatto tu
Ci hai insegnato che in primis “si pensa al prossimo”, … e non preoccuparti, non verremo a meno anche verso Pietro e Federico
Ci hai insegnato cosa è la “vera amicizia”, …. ed il tuo aspettarci per un ultimo saluto, ne è la assoluta dimostrazione
… ci hai insegnato tanto … ma solo ora cominciamo a capire, che il valore assoluto di tutto questo è l’affetto che hai dato a tutti noi.
Ci manchi
Ciao “Collega”!!!
Ciao Grande!!!
Mirco
PS: ci hai insegnato anche a “perdonare” …. Ma non riesco proprio a perdonati per il vuoto che ci hai lasciato
domenica 27 gennaio 2008
Un po' di "cose" del Lele
Una serie di cose piccole e meno piccole che contraddistinguevano il Lele.
Non sono in ordine di importanza, ma solo in ordine di come mi vengono in mente. Altre cose le aggiungerò man mano che mi vengono in mente.
- Il calcio
- Maradona (era uno dei suoi idoli)
- Le Pizze
- La motosega ed il tagliasiepi (aveva un po' di confusione in merito, vero Corrado)
- Pan e salame
- Pan, salame e caffèlatte (...la cosa più buona in assoluto!)
- Lo squash
- I sandali o le infradito (non li ha mai messi!!!)
- La Tromba
- Il trombone (del Piero)
- La bici
- Le feste a Caiar (Villa Riva)
- Le feste dei Malini (ne parlava spesso)
- Elio e le storie tese
- Frank Zappa
- Le Cipolle Verdi e gli Aliti Pesanti
- James Brown
- Le cene con gli amici (Tante, Tante e ancora Tante…)
- L'arte di arrangiarsi (nei lavori da fare a casa)
- La Banda
- Le cinture di sicurezza (era più o meno convinto che facessero più male che bene)
- Le partite di pallavolo in piscina
- Le partite di ping pong con la pallina fosforescente (perché così si andava avanti oltre il tramonto)
- Il Soul ed il Funky
- I Blues Brothers
- Linus e Nicola (Deejay chiama Italia, il programma radio preferito)
- Il catalogo di Castorama (mi chiedeva dempre di portaglierne uno quando ci andavo)
sabato 26 gennaio 2008
A Pietro e Federico
Sicuramente nessuno meglio della mamma potrà essere in grado di raccontarvi papà; saranno i momenti più preziosi quelli che saprete trovare fra di voi nel ricordarlo, ma anche questo mezzo e le persone più vicine vi permetteranno di conoscere la persona splendida che era.
A lungo andare tante cose nella vita vengono accantonate, dimenticate… ma quello che rimarrà impresso nella mia mente sarà l’allegria, la voglia di fare e la lealtà che caratterizzavano il vostro papà.
Lo ricorderò con un sorriso anche se rimarranno sempre un pò di rabbia e malinconia…
… si, perché il contatto con la morte, quella che ti tocca da vicino, quella che ti sbaraglia, che ti stordisce, che ti lacera, è dolorosa…
… ma imparate a vedere con altri occhi, a sentire con altre orecchie perché lui vi sarà sempre vicino.
So che vi mancherà sempre e molto, ma lo incontrerete ogni volta che lo penserete; in questo modo continuerete ad “indossarlo”: a tenerlo con voi!!
Non è molto ma spero di riuscire ad alimentare la forza che vi serve per guardare avanti sapendo che per il vostro caro papà siete i figli che se avrebbe potuto scegliere, avrebbe sicuramente scelto, eravate la sua ambizione, la sua felicità… voi e la mamma!!!
Con affetto, Chantal
venerdì 25 gennaio 2008
in onore a Lele
Poche ore sono passate ma sono già un'incolmabile infinità.
Attimi sfuggenti nei quali mi chiedo se ciò che stò vivendo è
realtà o finzione; se non è altro che un fastidioso scherzo del destino che,
in maniera rocambolesca, è riuscito a creare tutt'intorno un miraggio
che va svanendo maledettamente nel nulla.
"Un viaggio a senso solo senza ritorno se non in volo ..."
mi sta suonando nelle orecchie, ma dentro il mio cuore qualcuno mi dice
che tu Lele non sei mai partito ma stai continuando a vivere tra di noi,
dentro ognuno di noi.
Grazie amico mio,
grazie degli spensierati momenti felici che mi hai fatto passare;
da ricordare la sfida a pistoni di "Batida/Contreau" fatta alla disco
L'Altro Mondo Studios durante la quale, per batterti, ho dovuto
deglutire ben due cubetti di ghiaccio interi, e prima il battesimo del
goto in quel di Campiglio dove sei riuscito a farmi scolare una
bottiglia di crema all'wischky Bayliss (dopo però hai dovuto ripagarne
le conseguenze in quel bagno dell'appartamento .....); e da ultimo
l'ultimo dei pochissimi goal che ho fatto a calcetto in una partita
ufficiale, in quel di Garda, quando noi squadra di vecchioni abbiamo
scammionato di m...a una squadra di alta classifica con dentro tanto di
nostri ex.
Quindi, caro Lele, tu tra una pedalata, un tunnel, una
parata,una suonata ed una felice risata, non ti devi dimenticare mai
che per me rimarrai sempre il mio ed unico grande "NUMERO 1". Grazie
amico mio, grazie degli spensierati momenti felici .
Ciao amico, ciao Lele.
Mauri (Ufo)
ciao lele un piccolo pensiero per un grande amico
Ciao Lele, se potessi trasferire i miei pensieri in un computer, la sua memoria non riuscirebbe a contenere quello che mi sta passando per la testa in questi giorni.
Le mitiche feste a Caiar, ultimi dell'anno, in particolare quello del 1999 - 2000 , dove fino ad un certo punto si sentiva la Vostra mancanza (Lele e Martina), e noi sapendo il perchè, eravamo in attesa della notizia, che poco dopo le 1 del 2000 ci hai portato : è nato Pietro ! e da li è iniziata la festa nella festa, baci abbracci e ... goti !!!
Le feste di carnevale, le feste del 1 maggio, pasquetta, insomma dove c'era festa, voi eravate presenti.
E le trasferte a Venezia ? Ci siamo divertiti un mondo, con le tue strombazzate tra una calla e l'atra, tra un'ombra in un bar e un ballo in piazza S.Marco.
Che dire ora, sicuramente che ci mancherai, ma di sicuro sarai sempre con noi e noi saremo sempre con te.
E' inutile dire che sarò vicino anche a Martina, Pietro e Federico .
Ciao Andrea
giovedì 24 gennaio 2008
La vita : incontrare qualcuno di “veramente speciale” e decidere di realizzare tutti i sogni..!!
La vita : affrontare i momenti più drammatici, sapendo che quello ti aspetta è sicuramente un forte dolore…….
…….Ed è purtroppo a questo punto che dentro di noi deve uscire la grinta, il coraggio, la forza di sopravvivere, per portare avanti i frutti più belli dei momenti passati insieme……quei frutti sono Pietro e Federico che insieme a Martina terranno vivo il ricordo di Lele…!!!!
Vogliamo rivolgere a loro, IL NOSTRO ABBRACCIO PIU’ FORTE E CALOROSO…..affinchè il passare del tempo possa rimarginare, anche se in minima parte, quella ferita che si è aperta con la perdita di “UN AFFETTO COSI’ GRANDE ED IMPORTANTE” …..
Rimane chiaro ed indiscutibile che certe ferite, probabilmente, non potranno mai guarire….!!!
Noi in questo momento cerchiamo di scrivere qualcosa con il cuore, per consolare chi dall’altra parte soffre in maniera terribile e sempre attraverso questo gesto, vogliamo far sapere che ci siamo…e che la nostra presenza serve a rafforzare il morale…soprattutto quello di Martina !!!
Con tantissimo affetto
Oscar e Valentina
Pubblicato per conto di Nicola
Ieri hai monopolizzato una collina, il tuo giorno più brutto è stata l'ennesima conferma di quanto eri bello... eravamo in tantissimi !!!
Sarebbe troppo semplice partire a ricordare quando le nostre mamme si incontravano e noi ne approfittavamo per giocare (ricordo ancora quando ti avevo rubato le figurina della Juve...io...che sono diventato veronese doc), o i tempi della Banda con le gite e le gabinate, o le partite di calcio, il carnevale
a Venezia, i mondiali in 30 davanti alla TV.... mi porterò tutto dentro per sempre ringraziandoti anche dell'ultima frase che mi hai detto simpaticamente a cena un paio di mesi fa: "Sei il solito coglione".
Vorrei solo che chi legge si ricordasse di te per quello che è stato il tuo biglietto da visita quando hai conosciuto mia moglie: era un sabato di mercato verso mezzogiorno e tu li in Piazza San Marco appena visti ci hai detto: "Guarda qua, una volta qui ci si incontrava tutti ed oggi non arriva nessuno".
A lei è rimasta impresso la tua serena voglia di compagnia ed amicizia ed in questo triste momento mi viene da pensare che tu abbia materializzato l'ennesima magia riunendo i tuoi amici e facendoli sentire ancora di più uniti, dando a loro una nuova voglia di stare insieme, che ti unisce non solo nei momenti felici ma anche quando come adesso ci sentiamo vuoti.
Sappiamo che tu ci sarai sempre e ti garantiamo che noi ci saremo sempre, per Martina, Alberto, per la mamma, per i bimbi che un giorno spero abbiano tempo di leggere quanto di bello scrivevano e pensavano le persone del loro papà:
SEMPLICEMENTE "IL" NUMERO 1
Mi veniva da dirti "a presto Lele"... ma preferirei aspettare un pò.
Immagino che tu starai dicendo: "Sei sempre il solito coglione"
Nik
mercoledì 23 gennaio 2008
31 dicembre 1997 - Malpensa
Uno dei più bei concerti delle Cipolle Verdi e gli Aliti Pesanti. Erano stati chiamati per suonare assieme a due gruppi gospel di New Orleans, The Joyful Gospel Singers e The Persuaded Gospel Group. Tra gli ospiti c'era anche Robin Brown, una cantante gospel che ha fatto un concerto a Verona anche il Natale scorso.E' stato molto bello perchè c'era veramente un clima di festa e tutti i presenti sono stati coinvolti in questo concerto. Avevo fatto questa foto al Lele, che mi è sempre piaciuta molto.
lunedì 21 gennaio 2008
Ciao Lele

è duro, è difficile pensare e credere che non ci vedremo più, ma questa è la realtà....questa è la vita.
Già la vita...un giorno ti regala momenti bellissimi ed incredibili da godere con chi ti vuole bene... un altro ti getta addosso tanto dolore che non riesci neanche a piangere.
Ho saputo di quello che ti era accaduto il 5 gennaio, e da allora ho vissuto dei giorni molto tristi, ma ho, e abbiamo, sempre sperato che ce la potessi fare, magari in tanto, tantissimo tempo, nel quale ti avremmo potuto dimostrare tutto il nostro affetto. Invece il male è stato il più forte. E' stato più forte anche di te, che certo non eri uno che si tirava indietro.
So che il tuo pensiero adesso è rivolto alla Martina, a Pietro, a Federico, a tua mamma Angelina, e a tutti i tuoi familiari...noi saremo presenti Lele, non li lascieremo soli...faremo tutto il nostro possibile per aiutarli e fare in modo che anche Pietro e Federico abbiano la possibilità di conoscere al meglio chi era il loro papà. Questo blog l'ho voluto fare anche per questo, per conservare tutte insieme le testimonianze che tutti i tuoi amici vorrano lasciare per ricordarti e magari scoprire ancora tante doti positive che avevi.
Ci manchi Lele, ci manchi tantissimo.
ps. Per tutti coloro che vogliono pubblicare post (invece che inserire un semplice commento) è sufficiente che mi inviate la richiesta vie email a luca.ciscato@gmail.com, e vi autorizzerò subito.
Fate girare la voce.

