martedì 23 dicembre 2008
giovedì 11 settembre 2008
mercoledì 10 settembre 2008
VOLANTINO "UNA MERENDA INSIEME"
UNA MERENDA INSIEME
SABATO 13 SETTEMBRE 08
ORE 16.OO
L’Associazione Volontari Raggi di Sole
Con il patrocinio del Comune di Caprino Veronese,
propone un pomeriggio di festa con
le persone diversamente abili, le loro famiglie e
chiunque abbia voglia di unirsi alla festa.
Gli organizzatori offriranno una merenda.
Ritrovo al PARCO GIOCHI di Via I° maggio di Caprino
In caso di pioggia, alla baita degli alpini vicino al parco giochi.
Per informazioni tel Martina 3286238010
Matteo 3471454517
Margherita 334 1827024
VOLANTINO
Sabato 18 ottobre alle ore 21.00 nella chiesa parrocchiale di Pazzon, Caprino Veronese
CONCERTO VOCALE
Con il patrocinio del Comune di Caprino Veronese
Coro
“ INCANTO MINORE”
(Pazzon)
Maestro Gianni Psallidi
Coro
“SCHOLA CANTORUM
S.TA MARIA MAGGIORE”
Maestro Vincenzo Fontana
Con la speciale partecipazione della Soprano
DANIELA CAVICCHINI
Serata di beneficenza a favore del “PROGETTO EMANUELE”per la realizzazione di un centro accoglienza disabilia Caprino Veronese
NO !!! “SPECIALMENTE NORMALE”
1° Concerto di Beneficenza progetto “Emanuele”
Sabato 18 ottobre 2008 ore 21.00 – Chiesa Parrocchiale di Pazzon
Disabile. Una parola che tante volte ci porta a pensare ad una persona che, per uno scherzo del destino, viene considerata dalla società in cui viviamo, diversa, senza alcuna possibilità di essere ritenuta vincente.
Normale, invece, viene definita quella persona che, secondo i rigidi schemi mentali umani, per sua fortuna, può camminare, mangiare da sola, parlare, giocare, leggere, studiare, lavorare.
Tutti Voi che state leggendo, sicuramente, Vi direte: “Cosa possiamo farci !! Loro sono stati sfortunati !! Le loro famiglie hanno una bella croce da portare !!”
Ma, è anche certo che, ce ne saranno degli altri che si chiederanno: “E cosa possiamo fare ?”
E’ proprio qui che volevamo arrivare. Noi, familiari ed amici di queste persone “specialmente normali”, da tempo, stiamo portando avanti un progetto ambizioso, uno studio di idee che, realizzandole, potrebbe colmare quella mentale differenza che queste persone (circa 30 solo nel Comune di Caprino Veronese) subiscono tutti i giorni.
Realizzare nel Comune di Caprino un Centro Diurno per persone “diversamente abili” dove far trascorrere loro giornate felicemente spensierate, colme di armonia, partecipazione e, perché no, didatticità.
E, chissà, che in un futuro immediatamente prossimo tale Centro non possa essere trasformato in Casa Famiglia.
Noi amici dobbiamo solo manifestare gratitudine ed elogio verso un nostro indimenticato e indimenticabile compagno che, con la sua “non presenza” fisica ci ha fatto capire cosa vuol dire gioia di vivere, di divertirsi e, soprattutto, di far divertire.
Lo sprono, l’amplificazione di tutte queste idee ed intenzioni ha trovato la sua “esplosione” nel momento in cui lui, con il suo arrivederci, ci ha voluto indicare l’attimo fuggente per il realizzo di tale progetto.
Per far trovare, non solo al suo amato bambino, ma anche a tanti altri bimbi e persone come lui quella impagabile serenità vi invitiamo ad aiutarci.
E la prima occasione per farlo sarà Sabato 18 ottobre alle ore 21.00 presso la Chiesa Parrocchiale di Pazzon di Caprino Veronese (strada per Spiazzi) dove, le piacevoli melodie della corale “Incanto Minore” e della “Schoola Cantorum S. Maria Maggiore” di Caprino Veronese Vi accompagneranno in un’importante serata di beneficenza.
Questo è l’inizio della nostra mission; tante piccole iniziative che, unite assieme, possono portare ad un grande risultato: la felicità delle persone “specialmente normali”. Grazie e arrivederci al 18 ottobre ore 21.00 a Pazzon.
Maurizio
Caprino Veronese, lì 14/08/2008
venerdì 29 agosto 2008
Un Semplice saluto
sappi che tra noi ....
... con una chiacchierata o una semplice battuta ....
... ci sei sempre ....
un'abbraccio
ciao Grande!
Mirco
giovedì 5 giugno 2008
IL DESTINO DELL'UOMO
martedì 6 maggio 2008
... ci si pensa sempre ....
... non è nemmeno difficile !!!!
......... è letteralmente impossibile!!!!!
si fa fatica ... il tempo passa ma nessuno riesce a darsi una spiegazione!
Ci si trova assieme, una partita di calcetto, un'incontro casuale, una pizza in compagnia ... ma quando si affronta questo discorso .... il silenzio ... volti attoniti che cercano una ragione impossibile ... una parola giusta che non arriva mai.
Ci troviamo dinnanzi ad un fatto che sicuramente è molto più grande di tutti noi.
Situazioni di questo genere ce ne sono capitate a tutti ... a chi in modo diretto o a chi in modo leggermente staccato, o forse in occasioni quasi attese o scontate. Tutte tristi. tutte che si portano dentro il suo dolore e i suoi perchè.... ma ora?
Ci si trova impotenti ... ci si sente inermi contro una situazione che è impossibile da risolvere e difficile da affrontare.
ma una soluzione forse c'è ...
collegarsi a questo sito ... guardare le tue foto ... e fare una sana risata ... daltronde è così che ci hai abituato.
La tua forza ... è la nostra forza
Mirco
martedì 29 aprile 2008
fa molto piacere vedere che il blog del Lele può servire anche per promuovere iniziative a cui lui e Martina stavano già pensando. Credo possa essere un buon punto informativo per tutti gli interessati.
So anche che sono ancora in molti quelli che hanno qualche storia divertente (con lui praticamente tutto quello che si faceva riusciva ad essere divertente) da raccontare sul blog. Credo farebbe a tutti molto piacere.
A me ne continuano a venire in mente. E a volte sono stupidate, ma che mi fanno apprezzare sempre di più quanto era GRANDE il Lele nel capire le persone.
Ne racconto una.
Credo sia stata l'estate del 97 o 98. Siamo andati in Grecia. Itaca e Zante. Prima di tornare abbiamo preso una confezione gigante da 10Kg di olive greche. Una volta tornati la confezione l'avevano tenuta il Lele e la Martina. Dopo qualche giorno ci siamo trovati ed il Lele aveva già diviso le olive mettendo quelle nostre nei vasetti bormioli da litro, e mi aveva detto "Ecco le vostre olive, sono sette vasi da 7 etti l'uno!" ed è rimasto con il sorriso e le sue fossette... perchè aveva già previsto che (conoscendomi bene) io avrei detto: "Ma 7 x 7 fa 49!" Ovviamente stavo ridendo e scherzando. Ma lui con il sorriso a mille, mise la mano nel sacchetto e tirò fuori un mini vasetto pieno di olive, dicendo "Ecco l'etto che manca!"
Ovviamente l'avevo mandato in "m..a" e ci eravamo fatti 4 risate.
Comunque aveva previsto tutto.
Anche questo è il Lele.
Luca
mercoledì 23 aprile 2008

Fu così che i butei, il giorno del compleanno del Lele, decisero di indossare una maglietta gialla in suo onore e tornare a sfidarsi a calcetto…. MA LA DURA REALTA’ ERA IN AGGUATO
Le 2 squadre vennero composte nel rispetto gerarchico che ogni generazione comporta:
GIOVANI: Comez, Gino, Nik, Mauri, Zana e Cristo
VECCHI: Gamba, Beba, Nipe, Ciretto e Luca
Davanti al pubblico delle grandi occasioni i nostri eroi cominciarono a dare spettacolo, memori dei loro trascorsi da provetti paladini del calcio. I primi 10 minuti spellarono le mani di quanti stavano gustando uno spettacolo calcistico degno della miglior tradizione del G.Mondini.
Peccato che la partita durò 60 minuti…
Non vogliamo tediare l’appassionato lettore con tutte le magagne fisiche che dall’11° in poi cominciarono a farla da padrone (ecco la dura realtà…. Sen vecci), ma ci piace ricordare i miracoli del portierone Comez, la tripletta del pallavolista Nik, i km macinati dal maratoneta Beba, i tagli difensivi di Mauri Cannavaro, la freschezza atletica del depilato Gino, il sinistro magico di Super Ciro che però ha segnato col destro, la classe di Zana Luca e Cristo che potrebbero ancora dire la loro, la grinta del Nipe e le uscite Kamikaze del Gamba.
Ci piace soprattutto ricordare la bellissima giornata tutti insieme finita in più di 50 attorno ad una tavola ed intervallata da una visita collettiva al cimitero al nostro amico Lele per poi andare tutti insieme alla sua Messa.
A lui una giornata così sarebbe piaciuta tantissimo, ne siamo sicuri !!!
I soliti C…..I
Io e Lele parlavamo spesso con il nostro amico Matteo Segattini (Presidente della Cooperativa Agespha di Bussolengo) della necessità di avere anche a Caprino un centro di accoglienza per disabili, un posto dove poterli portare a svolgere delle attività ricreative o della ginnastica, o semplicemente giocare.
Nel Comune di Caprino ci sono circa 30 persone disabili (adulti e bambini), ma non c’è una realtà strutturata che si occupi di dare un aiuto pratico alle famiglie di queste persone.
Al funerale di Lele sono stati raccolti dei fondi (circa 3500 Euro, + 450 Euro alla cena di compleanno lo scorso sabato) ed ho deciso di impiegarli nella realizzazione di questo progetto.
Ho scoperto recentemente che a Caprino esiste un gruppo di persone straordinarie, un’Associazione di Volontari che si chiama “Raggi di Sole”. Operano sul territorio caprinese da quando non esistono più gli obiettori di coscienza.
Le cose si stanno già muovendo a mio parere nella direzione giusta. Forse Emanuele ci sta dando una mano? Abbiamo trovato una sede (l’edificio a destra della Chiesa di Pazzon, di proprietà della parrocchia) e l’associazione di Volontari, come ho già detto, esiste già ed è disposta a collaborare.
Quali sono le attività che i volontari possono svolgere con queste persone? Beh, dipende…ognuno avrà i suoi gusti e le sue difficoltà. Pietro, mio figlio, non potrebbe certamente dipingere perché la sua spasticità non gli consente di tenere in mano i colori…ma adora stare in braccio a qualcuno che gli legge una storia, per esempio. Se i disabili che parteciperanno alla nostra iniziativa saranno molti, ci sarà bisogno di molti volontari, per poter organizzare diverse attività in base alle esigenze e preferenze dei disabili stessi.
Questi sono i punti su cui, a mio parere, si dovrebbe lavorare, tanto per cominciare e per creare un clima di aggregazione:
creare degli spazi o attività ricreative per il divertimento, perché queste persone hanno spesso poche possibilità per divertirsi, giocare, ballare…
organizzare delle iniziative per il benessere fisico di queste persone (ginnastica, massaggi…)
organizzare delle gite che abbiano scopo di svago e di inserimento nell’ambiente sociale. Spesso queste persone non escono di casa e la gente non sa nemmeno che ci sono. Abbiamo scelto di mandare nostro figlio Pietro a scuola (per fortuna le sue condizioni di salute lo hanno permesso) perché non volevamo che venisse isolato. Ed è una gran gioia per me e per lui, quando andiamo in giro e vediamo che molti lo conoscono e lo salutano.
Martedì 13 maggio faremo una riunione alla quale saranno invitate le famiglie interessate in maniera diretta, ma sono invitati anche tutti coloro che vogliono conoscere il nostro progetto, con la speranza che tra questi vi sia anche qualcuno che abbia voglia di dare una mano (ore 20.45, nella sala a destra della Chiesa di Pazzon).
Nell’edificio, che il Parroco Don Giuseppe ha deciso di dare in comodato d’uso gratuito per questa iniziativa, ci sarà bisogno di fare alcuni interventi di restauro e di abbattimento di barriere architettoniche. Quest’estate il Comune costruirà un parcheggio sul retro dell’edificio con ingresso senza scale.
Spero che i famigliari delle persone disabili apprezzino la nostra idea e chi si formi un bel gruppo di volontari.
Chissà, magari un giorno da questa iniziativa di volontariato potrebbe nascere un Centro Diurno e magari anche una Casa Famiglia. Di solito l’ostacolo più grosso è trovare l’edificio, ma noi ce l’abbiamo già.
Io non ho mai fatto volontariato….prima di avere Pietro pensavo solo a divertirmi, nel tempo libero. Ma ora so quanto sia prezioso quel tempo che le persone di cuore decidono di donare a qualcuno, per dare una mano e per tenere compagnia a queste persone che vogliono sentirsi accolte, vogliono essere amate per quello che sono.
Che cos’è la normalità? Non è altro che uno schema mentale che ci siamo dati; è normale colui che cammina, parla, mangia da solo, deglutisce bene e non sbava, ha gli occhi dritti, sa leggere e scrivere e fare le addizioni….e non è normale tutto ciò che è al di fuori di questo schema. Non è così. Normale è ciò che siamo abituati a vedere. Per me, per Federico il fratellino di Pietro, ed era così anche per Lele, Pietro è normale: è normale che non parli, non cammini, abbia lo sguardo spesso perso, faccia crisi epilettiche…perché siamo abituati a vederlo così. Ed abbiamo imparato ad andare oltre questi schemi, abbiamo imparato a sentire quello che c’è “dentro” di lui, a sentire il suo cuore che si gonfia di gioia quando sente che lo accetti così com’è, senza commiserarlo per quello che non può fare. Il suo sguardo di riconoscenza quando incrocia il mio, mi appaga di tutte le fatiche perché emana un raggio d’amore puro.
L’esperienza di volontariato con persone disabili è una opportunità che le persone potrebbero cogliere per imparare ad andare oltre gli schemi, per imparare a sentire lo “scambio” che avviene con queste persone speciali.
Ringrazio fino d’ora tutti coloro che decideranno di contribuire in qualche modo a questo progetto.
Martina
Credo che l’esperienza più bella che si possa vivere lavorando o passando del tempo libero con le persone disabili sia quella di vedere la capacità che hanno di mettere a nudo le tue difficoltà, le tue paure, l’incapacità che spesso si ha di comunicare anche con il proprio corpo, di avere pazienza. Entrare in questo mondo spesso nascosto e messo in disparte dalla società “normale” ti aiuta ad aprire il tuo punto di vista e a vedere quante persone hanno bisogno di aiuto, di sostegno, di forza, mentre spesso il nostro egoismo ci porta a lamentarci per delle stupidaggini e non ci rendiamo conto di quanto in realtà siamo fortunati.
Matteo

ci magna, ci beve, ci fa sport e ci pitura
ci co le done la ghe nasea ben e per ci envesse l’era dura;
ci a balon l’era el pì brao, o presunto tale
ci la duminica siccome la Juve la vinsea el rompea le b…
In ogni compagnia ghè…
ci da soveno gavea la fortuna del motorin
e co na rua sola el fasea el fenomeno a Cavrin;
ci no ghe l’avea e girava co na bici cadenasso
e a quel del motorin el ghe se tacava al brasso.
In ogni compagnia ghè…
ci urla, ci sbraita, comanda e organisa i vespai
e ci l’è li sito sito ma nol manca mai;
ci se rabia se te ghe varde mal la dona
e ci se anca te ghe la toche el te perdona.
In ogni compagnia ghè… ci no ghe pì
E no ghè da pensar “sarà doman, fa stesso”
la vita la ne insegna che la succedi adesso;
e no preocupemose dela machina quando oramai l’è demolia
o quanto belo l’era el mar quando oramai semo vegnui via.
In ogni compagnia ghè… pien de amici, e pì i è tanti
e pì i problemi dela vita i diventa irrilevanti;
l’è inutile pensar a na persona solo mentre ghe l’avemo intorno
COME A CI NO GHE PI’… PENSEMOGHE OGNI GIORNO !!!
Ci na insegnà ste robe… pensen nol ghe sia pì
ma se ne vardemo dentro… lu l’è ancora li.
SSiSC 19/04/2008
sabato 22 marzo 2008
BUONA PASQUA A TUTTI (Pubblicato per conto di Roberto)
mercoledì 19 marzo 2008
Al Lele papà
Ed ecco materializzarsi il tutto; mi desto, metto a fuoco e capisco. Non sei più un miraggio ma puoi essere l'acqua dell'oasi. Capisco che esisti, sei un'entità, minuscola, invisibile, impalpabile ma già così presente in me, in noi. Ti vedo crescere attraverso il suo ventre, ti vedo con l'aiuto della tecnologia, sento che ti muovi quando cerco un piccolo approccio.
Non c'è più tempo da perdere, siamo al capolinea: la piccola entità sta per avere un volto, si sta facendo spazio tra di noi. Non riesco a connettere, è tutto un pò confuso, è l'euforia mista a paura che si impossessa di tutto me stesso.
Sei nato, mi sembra impossibile. Sei qui, tra le mie braccia, non mi rendo ancora conto...e piango. Piango perchè so di essere felice, piango perchè so di essere fortunato, piango per il timore di non essere all'altezza, piango per la forza che mi dai.
Il tempo passa, il tempo ci unisce, le piccole cose ci uniscono: e tu cresci, diventiamo grandi insieme, ci scambiamo le esperienze. Le mie serviranno a te per crescere forte e le tue serviranno a me per capirti, capire i tuoi bisogni e sostenerti.
Ma la vita è strana, ed è per questo che ci dobbiamo salutare. Ciao piccolo mio, piacere di averti conosciuto e avviato a questa vita che mi ha dato tanto ma ci ha divisi presto, troppo presto: avevo tante cose ancora da imparare per cercare di essere un padre sempre migliore. Ma di una cosa sono felice: sono riuscito a correre al tuo fianco e tuffarmi su di te, diventando uno solo.
A TE CHE SEI IL MIO PRESENTE,
A TE NELLA MIA MENTE,
E COME UCCELLI LEGGERI,
FUGGON TUTTI I MIEI PENSIERI,
PER LASCIAR SOLO IL POSTO AL TUO VISO
CHE COME UN SOLE ROSSO ACCESO...
ARDE PER ME
Oggi è la festa del papà...auguri Lele
Mauro
venerdì 14 marzo 2008
Per Martina e Lele (pubblicato per conto di Sara)

Martina oggi c’è un bellissimo sole, vero?
La primavera sta arrivando e inevitabilmente la natura..rinasce..
Chissà…forse Lele avrebbe preso la sua bici e sarebbe andato a farsi un giro…
Sai…ogni giorno mi capita di pensare a cosa avrebbe fatto Lele se fosse ancora qui.
A volte mi sembra che sia passata un’eternità,
complice
e invece non sono trascorsi neanche due mesi…ma tu lo sai meglio di me…
la sera quando mi metto davanti al Gohonzon a meditare
guardo la foto del lele a fianco ad una immagine del fior di loto
e mi sembrano cosi’ simili..
entrambi così belli
entrambi così candidi
entrambi così forti da riuscire a rinascere anche da terreni tanto…melmosi
si…perché lele non è morto..
Lui come il fior di loto
è li che riposa nella SUA stagione invernale
con paziente naturalezza in attesa di una nuova primavera
di una nuova vita…per poi rifiorire più bello e più solare di prima.
Mi manca sai?
Già…manca anche a me…
che l’ho conosciuto solo attraverso te.
Quando ci trovavamo a casa vostra per parlare di fotografia
si respirava sempre aria serena e tranquilla.
E anche l’altra sera quando ci siamo ritrovati a cena con gli altri a parlare di foto era tutto tranquillo …ma anche così…sospeso…
Insieme eravate così belli, eravate l’esempio che ogni difficoltà si può superare anche con un sorriso..anzi…soprattutto con un sorriso!!
E ora rimani tu con i tuoi angioletti
Tu donna meravigliosamente coraggiosa e forte e solare
Che non smetterò mai di stimare ed apprezzare per tutto quello che mi stai insegnando. Grazie.
Durante il rituale Buddista(come altre religioni)c’è una preghiera che rivolgiamo quotidianamente ai defunti e alla trasformazione del loro e del nostro karma…come vedi tu e lele siete sempre nei miei pensieri.
Qui sotto ti lascio un piccolo tratto di uno scritto di R. Steiner riguardo alla morte..
Ti abbraccio forte.
Sara.
IL MOMENTO DELLA MORTE
Qui sul piano fisico, l’uomo vede l’esperienza della morte
solo da una parte.
Vista da qui essa ha molti aspetti spaventosi.
Ma vista da là, essa è l’esperienza più bella, grande, importante che
un’ anima umana possa fare, poichè mostra sempre in modo splendido
come lo spirito vinca sull’ esistenza materiale.
…è principalmente grazie a questa esperienza che l’ anima dice a se stessa: “Io vivo, qui nel mondo spirituale”.
Per il fatto che l’ anima ha la forza di dire così a sé stessa, questa esperienza di morte possiede un significato immenso
per la vita che sta per
iniziare dopo la morte.
(Rudolf Steiner 29.11.1915)
domenica 24 febbraio 2008
giovedì 21 febbraio 2008
Un mese
Ciao Lele.
mercoledì 13 febbraio 2008
CHE FORTE MIO ZIO!!!
Caro zio Lele,
ultimamente non faccio altro che pensare a tutto quello che è successo, sembra impossibile.
A volte provo a pizzicarmi con l’intento di svegliarmi e cercare di dimenticare quest’incubo ma, senza riuscirci, mi accorgo che sono sveglia.
Allora ripenso a tutti i momenti passati con te, quando ogni martedì venivi a prendermi a scuola per andare a mangiare la pizza del nonno Mario, quanto mi divertivo!
Il “giorno della pizza” è stato poi spostato al mercoledì, non dimenticherò mai il momento in cui entravo dalla porta e ti vedevo seduto al tuo solito posto intento a mangiare una mega fetta di pizza e poi fare anche il bis!
Domani, entrerò con il mio solito sorriso e i miei occhietti da mr Magoo immaginandoti lì, seduto al tuo posto con la stessa allegria che hai sempre avuto.
Si perché quella sedia non sarà mai vuota, ci ricorderà il tuo sorriso, la tua gioia di vivere, la tua semplicità e il tuo affetto che non mancava e non mancherà mai.
Ricordo tutte le volte che hai aggiustato il mio mp3 o i telecomandi che sbadatamente facevo cadere; i tuoi problemi di matematica e logica a cui trovavi una risposta nel giro di pochissimo tempo e senza capirli pensavo: che forte mio zio!
Le partite di pallavolo in piscina, il calcetto, arrivavi prima all’allenamento per vedere me, la grande partita Garda-Albarè, la tua passione per la musica e tanti altri momenti indimenticabili ma soprattutto l’amore per la tua famiglia.
Oggi è il giorno del mio compleanno e tra i messaggi che mi sono arrivati stamattina attendevo anche il tuo che tutti gli anni non tardavi a mandare, e sono sicura che anche quest’anno in qualche modo è arrivato da lassù.
Mi hai insegnato ad essere paziente, ad avere rispetto per le persone, a non abbattermi se qualcosa andava storto; per questo camminerò sempre a testa alta, fiera di essere tua nipote!
Ti voglio bene zio Lele!!!
Giulia.
Se lamentar augelli, o verdi fronde
mover soavemente a l’aura estiva,
o roco mormorar di lucide onde
s’ode d’una fiorita et fresca riva,
là’v’io seggia d’amor pensoso et scriva,
lei che’l ciel ne mostrò, terra nasconde,
veggio et odo, et intendo ch’ancor viva
di sì lontano a’sospir’ miei risponde.
<
degli occhi tristi un doloroso fiume?
Di me non pianger tu, chè’miei dì fersi
Morendo eterni, et ne l’interno lume,
quando mostrai de chiuder, gli occhi apersi>>.
F.Petrarca
giovedì 7 febbraio 2008
AL NOSTRO TROMBONISTA LELE (pubblicato per conto di Roberto)
Roberto
martedì 5 febbraio 2008
...con affettuosa nostalgia
Mamma Martina ha fatto parte di essa, per un pò di tempo, e quando oggi sento i Duran Duran non posso fare a meno di pensare a lei e alla testa tanta che ci faceva su John Taylor e su quanto era figo. Casa sua era spesso punto di ritrovo, la porta era sempre aperta, ci si trovava spesso da lei, e molto spesso ci si fermava. Poi ci siamo anche motorizzati, lei con un CICLOMOTORE BRAVO de color, color...che no l'era tanto en bel color, ma la portava a spasso con noi. Ricordo sempre con gioia le pasquette alle TERRE ROSSE, i campiscuola, le finali del FESTIVALBAR in Arena e tutti i momenti passati in compagnia. Aveva una risata contagiosa, alta, bionda, portamento di chi vuole affrontare le cose di petto, due occhi sorridenti sempre in cerca di novità, ovunque. Camminare con lei voleva dire avere gli occhi addosso: bellissima e speciale, quello che era è rimasta. Poi siamo cresciuti, e con noi il desiderio di nuove esperienze, che ci ha portato pian piano a percorrere strade diverse.
Che dire poi del LELE, collega di lavoro per qualche anno?La Marti è speciale per una serie di motivi, lui lo era e lo resterà per altri. Mi scarrozzava a casa, ogni tanto con la sua UNO BLU, dove nella radio girava costantemente Frank Zappa. Gli dicevo "sa ela sta' roba", e lui, col suo sorriso sornione "Mauro, no te capisse gnente...!" Sul lavoro ascoltavamo Radio Azzurra: conosceva le canzoni più lui dei dj della radio. Era colto, intelligente, con una esuberanza contenuta, la battuta pronta, simpatico, sempre pronto a far festa: era un personaggio. Avevamo formato un bel gruppo affiatato, si lavorava, ma al momento opportuno, na' barzelletta o na' battuta e la composta realtà , si trasformava in coinvolgente evasione. Poi anche qui, e devo dire a malincuore, le nostre strade si sono divise e quando mi trovava in seguito mi diceva "dai Mauro torna en drio, dai che sema na' bela compagnia".
Lo so ben che era "na' bela compagnia" perchè era formata da gente speciale, gente che ti lascia qualcosa, che il tempo passa ma l'affetto resta. Ed è questo che ricordo con affettuosa nostalgia del LELE, la sua voglia di compagnia e la sua calma, non apparente, ma reale.
Per il resto poi, è storia di questi ultimi anni, e chi li conosce anche un po' sa...
Pensavo in cuor mio che avessero già pagato pegno con la sorte, che fosse giunta l'ora del raccolto. Evidentemente non era così. Penso spesso alla Martina, alla sua vita da ricomporre pezzo per pezzo, al suo dover sempre ripartire e mai proseguire sulla via tracciata, seppur a fatica, con forza d'animo e amore, tanto amore. Ho letto tutto d'un fiato ciò che ha scritto: credo sia straordinaria, e mi vien da pensare che tra le righe di ciò che ha scritto, dal profondo del suo cuore affranto, ci voglia dire che la vita vale la pena viverla...nonostante tutto.
Ciao Marti, ciao Pietro e Federico, per quel che posso vi sono vicino.
Ciao LELE, orgoglioso, onorato e fortunato di aver condiviso con te un po' della mia vita
A tutti con affetto Mauro
domenica 3 febbraio 2008
Sabato di Carnevale
sono oramai 2 settimane che te ne sei andato. Ancora non riesco a rendermene conto tanto sembra impossibile.
In questo momento in cui sto scrivendo, è da poco passata la mezzanotte, in giro ci sono molte feste di carnevale. Ne abbiamo fatte anche noi, e tante volte il sabato di carnevale siamo andati a Venezia con il gruppone di Caprino e quasi tutti vestiti da conigli, tutti di colore diverso. Che figata! Tante sono state le scene di divertimento, ma mi rimarrà sempre impresso, quando siamo entrati in un ristorante, tu hai fatto la solita suonata con la tromba, ed alla fine, quando il cameriere gentilmente ci invitava ad uscire, tu gli hai detto "compimenti per la erre!", pronunciato alla veneziana. Che risate!
E che dire della festa di carnevale del 2001 a Villa Riva, a tema anni '70???
Credo basti guardare le foto seguenti:
giovedì 31 gennaio 2008

mercoledì 30 gennaio 2008
Per Pietro e Federico

Ho scritto qualcosa anch'io per Pietro e Federico per quando saranno un po' più grandi,per quando avranno ricordi un po' offuscati del loro papà.
Papà Lele era sempre contento. Aveva la capacità di gioire anche delle piccole cose, come in questa foto, dove saltava e urlava contento come un bambino perché il sasso che aveva lanciato aveva fatto chissà quanti salti.......
Dal 18 marzo del 1995, giorno del nostro matrimonio, mi svegliava al mattino con un sorriso e mi augurava la buona notte ogni sera con un bacio e dicendomi Ti Amo guardandomi negli occhi, per farmi capire che era vero, che non me lo diceva per abitudine.
Il suo motto di fronte alle difficoltà era "non preoccuparti, il tempo sistema sempre tutto, basta volerse sempre ben!".
La sua calma era disarmante. Credo di non averlo mai visto agitato, forse solo una volta, prima della famosa partita dell'Albaré contro il Garda.
Non vedeva l'ora di tornare a casa dal lavoro per tornare da noi, per parlare con me, per giocare e scherzare con Federico, per coccolare Pietro.
Amava la buona musica, quella con la M maiuscola, quella che bisogna anche essere capaci di ascoltarla....
Amava la compagnia, le cene con gli amici, i venerdì con i vecchi amici e si dispiaceva quando andavano a monte.
Amava le domeniche in piscina d'estate e invitava tutti, così si poteva giocare a ping-pong americano o a pallavolo! Più siamo meglio è....era sempre festa a casa nostra.
Amava la sua famiglia....si faceva in quattro per noi, per vederci sempre contenti.
Era felice quando io ero felice e mi spronava a coltivare i miei hobbies. Non vedeva l'ora di vedere il mio quadro finito o le mie ultime foto e non la smetteva mai di farmi complimenti!
Era felice quando vedeva un sorriso di Pietro e per questo lo coccolava tanto....non gli piaceva fargli la ginnastica perché non voleva vederlo sofferente. Mi diceva "la ginnastica fagliela tu che sei una roccia, io gli faccio le coccole!".
Era felice quando sentiva le fantasie geniali di Federico e poi le raccontava orgoglioso a tutti.
Quando mi faceva uno scherzo, gli venivano le fossette sulle guance, così io capivo sempre che mi stava prendendo in giro.
Parlava poco, ma trovava sempre le parole giuste, in ogni occasione.
Aveva una intelligenza decisamente sopra la media, amava risolvere enigmi e trovava sempre le soluzioni in pochi secondi, lasciando me ed i suoi amici sempre stupefatti.
Sapeva ricordare un elenco di 100 oggetti ripetendoli dopo averli sentiti nell'ordine giusto e poi all'incontrario!
Cercava sempre un equilibrio, in tutte le cose. Non gli piacevano i fanatismi.
Non amava litigare....non ne era nemmeno capace. Per lui qualsiasi difficoltà poteva essere risolta con il dialogo e ci riusciva sempre.
Gli piaceva sentirsi utile: sapeva aggiustare tutto in casa, aveva imparato a fare i lavori da elettricista, da idraulico, da muratore, da imbianchino, osservando gli altri al lavoro. Era sempre disponibile a dare una mano a chiunque glielo chiedesse e lo faceva con il cuore.
Se si sentiva nervoso o arrabbiato si sfogava con un bel giro in bicicletta.
Sapeva vedere il bello ed il positivo dentro ad ogni cosa. Era sempre ottimista e trovava sempre il parcheggio vicino all'ingresso!
Non ha mai fumato una sigaretta, non aveva nemmeno mai provato a fumarla, perché trovava molto stupido il fatto di poter diventare schiavi di una cosa che fa male alla salute, che puzza e che costa anche dei soldi!
Ha sempre vissuto la vita intensamente, assaporando ogni cosa fino in fondo, non ha mai conosciuto la noia.
Sono orgogliosa di essere stata scelta da lui come moglie. Ci siamo amati ogni giorno sempre, provando rispetto e stima reciproca.
Da lui ho imparato cos'è l'amore vero, quello che dai senza volere niente in cambio.
E sono felice che abbiate nel vostro DNA una parte così speciale ed unica.
Mamma Martina
martedì 29 gennaio 2008
per te Lele....un piccolo pensiero
pensare che ancora vivi,
voglio pensare che ancora ci ascolti
e come allora sorridi…”
già, perché , il sorriso sul tuo viso non mancava mai.
Era il tuo biglietto da visita.
Non si può dire che eravamo amici nel vero senso della parola,ci saremo visti un trentina di volte, alle feste o alle scampagnate con tutta la compagnia, però ti ho sempre considerato tale e mi sono sempre rallegrata o preoccupata, anche se da lontano, con te e Martina per ciò che vi succedeva.
Ma quello che più mi ha colpito di te in assoluto è sempre stato il tuo sorriso .
Eri la persona più positiva e solare che conoscessi.
Comunque, tornando a noi , tra una “strombazzata” e una parata da campione, sorridi anche lassù , fagli vedere chi sei.
ci mancherai.
Mela
Numero 1: Zanandreis Emanuele
Inevitabilmente la mia mente è andata al 6 maggio dell'anno scorso, quando a Caprino, proprio contro i gardesani, grazie alle tue parate nella lotteria dei rigori, ci hai permesso di vincere lo spareggio per il primo posto.
Ricordo ancora quando nello spogliatoio, tra l'incredulo e il meravigliato, ma sempre sorridente, mi hai confessato di esserci rimasto male perchè, a tuo parere, noi siamo stata l'unica squadra che dopo una vittoria ai rigori non è corsa ad abbracciare anche il portiere ma solo il giocatore che aveva realizzato il tiro decisivo.
Scusaci Lele, prima di allora, noi, al contrario di te, non avevamo mai vinto un campionato e non sapevamo come si festeggia.
Tante sono le cose che con la tua esperienza ci hai insegnato; tanti sono i valori che ci hai trasmesso in poco tempo. Troppo poco tempo!
Ti ricorderò per sempre per il tuo sorriso, la tua voglia di scherzare, il tuo "sfottermi" per il tuo piede più sensibile del mio, per i tuoi dribbling agli attaccanti all'interno dell'area di rigore, per la tua uscita kamikaze contro il Cavaion, quando, invece di prendere il pallone e/o l'avversario, hai abbattuto me (ho ancora il segno dei tuoi tacchetti sulla coscia destra!!!), per il tuo modo di affrontare i problemi, di vivere sempre serenamente.
Mi ritengo fortunato per averti conosciuto e per essere stato tuo compagno di squadra.
Ciao Lele
Chicco
lunedì 28 gennaio 2008
martina
Le cose della vita hanno il sopravvento su quel luogo dell'oblio che dovrebbe essere il sonno.Così mi ritrovo alle cinque del mattino con gli occhi spalancati nel buio, a pensare all'organizzazione della giornata che sta nascendo,al lavoro alle tante cose da fare e che puntualmente rimando,a come uscire indenne da un altro giorno che,spesso,si rivela essere meno terribile da come mi appare nelle mie elucubrazioni notturne.
Questa mattina il lavoro non c'è,è domenica,e la mia testa grazie a Dio,ha elaborato bene quest'informazione..Però mi sono svegliata pensando a Martina,al pomeriggio che le dedicherò,se riuscirò a strapparle un debole sorriso.
Voglio mettere a frutto queste ore di sonno mancato e raccontare le sua storia.
-1-
Ci siamo conosciute a scuola,primo anno delle superiori e non ricordo esattamente come furono i primi approcci. Diciamo che probabilmente,anzi sicuramente,il rapporto si è "cementato" in quarta superiore,quando tutto sommato eravamo abbastanza grandi per operare una specie di selezione,nella massa eterogenea e colorata della "classe".In quel tempo poi,ero distratta dall' amore totalizzante per il mio primo fidanzato(durato undici anni!) e lei,sempre iperattiva e curiosa,era presa da mille attività che spaziavano dal flauto traverso alle immersioni,dal lavorare a maglia al ragazzo dell'epoca.
Devo dire che,per quanto mi riguarda,sono stati tempi veramente felici,che successivamente avrei rimpianto molto come del resto accade tutt'ora.
Per me la scuola,al di là degli insegnamenti didattici in senso stretto,è stata luogo di svago,confronto,conoscenza ,di insegnanti meravigliosi che rivedo ancora oggi sempre volentieri.
In quel periodo sono nate belle amicizie,con persone estremamente diverse tra di loro e non banali.
La fine degli esami di maturità per me è stata triste .Significava l'abbandono di quella "casa" e l'inevitabile separazione da quelle persone. Mi struggevo pensando che non le avrei più viste tutti i giorni,che comunque si stava ricominciando dall'inizio,che non avevo ancora un'idea precisa di me. Venditti cantava "Notte prima degli esami" e io pensavo che l'avesse scritta per me.
La matematica non sarà mai il mio mestiere,diceva e aveva ragione..odio i numeri..
In realtà la fine delle superiori non ci ha mai allontanati. Per un po' di tempo,non ricordo quanto,ci si vedeva tutti i mercoledì sera. Si usciva,si beveva qualcosa,si ricordavano aneddoti,sempre gli stessi e sempre per le stesse cose si rideva. A distanza di diciotto anni è ancora così,ci si trova e si ride per le stesse stupidaggini.
-2-
Mi sono iscritta all'università,esperienza breve e fallimentare e nel 1991 ho trovato il mio primo lavoro serio. Serio nel senso che mi dava uno stipendio vero,ma dentro di me l'ho sempre considerato un lavoro transitorio anche se così non è stato.
Per una serie di vicissitudini familiari,avevo assolutamente bisogno di quello stipendio sicuro e per molti anni mi sono adagiata,convincendomi piano piano di non essere in grado di fare altro che la venditrice.In seguito mi sono dovuta ricredere:avrei fatto egregiamente anche la cassiera,senza nulla togliere ad una categoria spesso bistrattata.Ma questa è un'altra storia.
Credo sia stato allora,nel '92 forse nel '93 che Martina,allora abbastanza infelicemente fidanzata,abbia incontrato nuovamente Emanuele.Dico nuovamente,perchè si conoscevano già e se non ricordo male,lei da piccola aveva una cotta per lui.
Non conosco i particolari del loro riavvicinamento.So solo che allora è nato un grande amore,sfociato poco dopo in un matrimonio.
Non credo di avere mai visto coppia più unita.Dagli interessi comuni,da una tale affinità che portava persino a intravvedere una somiglianza fisica tra di loro.
Non ho specificato che Martina è bella.Alta,un bel portamento,il sorriso aperto e lo sguardo chiaro e sincero.Emanuele occhi azzurrissimi,capelli chiari,riservato e gentile.
Belli,davvero belli.
31 dicembre 1999.
Ero single da un anno,dopo undici di fidanzamento.
Ancora ebbra di euforia,per un anno di vita condiviso con Chicca,nella stessa casa e da un soggiorno di tre mesi in Inghilterra.
Mi ero presa un'aspettativa dal lavoro,avevo voglia di allontanarmi per riflettere e capire cosa fare di me alla tenera età di 27 anni.
Ero rientrata da un mese, e mi sentivo diversa. Avevo un'energia nuova,ero riuscita a mettermi alla prova,ero riuscita a sopravvivere e avevo fatto delle esperienze che mi avevano dato una grande fiducia in me stessa.Diciamo che la mia autostima stava riprendendo quota.
Quella notte,ultimo giorno dell'anno,stavo rientrando da una festa alla quale di fatto non avevo partecipato molto.I ricordi sono annebbiati dai fumi dell'alcool e posso stendere un pietosissimo velo su quanto ho fatto.
Stavo parcheggiando sotto casa dei miei,dai quali ero tornata a vivere dopo gli sperperi inglesi,quando mi è arrivata la notizia della nascita di Pietro.Per uno scarto di pochi minuti,è nato negli anni novanta anziché nel nuovo millennio.La gioia era tanta.Martina era stata la prima del nostro gruppetto di ex compagne di scuola ad avere un figlio.Era come se l'avessimo avuto tutte noi,era un'emozione nuova per tutte.
All'ospedale,seduta a letto dolorante per i postumi del taglio cesareo,Martina si era truccata un po',aveva le guance rosa di phard e di felicità e gli occhi accesi di vita.
Pietro era un fagottino biondo,con le guance piene e dormiva ignaro di tutti noi,che dietro la vetrata della nursery battevamo le dita sul vetro sperando di richiamare la sua attenzione.
-4-
Mi stavo preparando per uscire con lei,un paio di mesi dopo il parto,quando ricevo la sua telefonata.
"Non so se riesco ad uscire" -mi ha detto-
"Oggi ho fatto il vaccino a Pietro,ma non mi sembra stia tanto bene,si lamenta e scalcia in modo strano".
Qualche ora dopo,qualche giorno dopo,Pietro non sarebbe stato più il bambino di prima.
Amato come e più di prima,oggi a otto anni Pietro è lo stesso bel bambino biondo,ma non parla,non cammina e non potrà mai farlo.Ha riportato lesioni cerebrali che gli causano un sacco di problemi.
Sono stati tempi duri.
La paura e il dolore sono stati grandi,ma la vita è stata più forte.
Emanuele e Martina hanno combattuto la loro personale battaglia contro il destino e le istituzioni e posso affermare con sicurezza che hanno vinto.
Pietro è stato in vacanza ovunque e con qualsiasi mezzo,dal camper all'aereo,è sempre circondato da persone che gli vogliono bene,frequenta la scuola elementare e questi primi anni di vita,con gli alti e bassi che in una situazione del genere sono ovvi,sono stati sereni.
Martina si è reinventata un lavoro,non potendo e probabilmente non volendo più allontanarsi per troppe ore da casa e adesso,dopo qualche anno di studio,pratica massaggi shiatzu in uno spazio appositamente creato al piano inferiore di casa sua.
Sei anni e pochi mesi fa è nato anche Federico,che ha lo stesso sguardo chiaro di Emanuele e un'intelligenza che ti sbalordisce giorno per giorno.
Martina ha volto lo sguardo altrove, i suoi interessi adesso sono la pittura e la fotografia.
A casa sua c'è anche un pianoforte ma non gliel'ho mai sentito suonare.
In questi otto anni,passati in un soffio,sono successe tante cose, a tutti noi.
Le gioie e i dispiaceri hanno giocato e ballato con le nostre vite,ci sono stati matrimoni,nascite,malattie e nuovi inizi.C'è stato e c'è il lavoro,le incombenze quotidiane che spostano l'attenzione altrove.
Credo però che,nonostante tutto, la nostra essenza,noi ,siamo ancora i ragazzini che eravamo allora.
-5-
Oggi compio trentasette anni.
Sono da Martina,Pietro è dalla nonna e Federico è andato a giocare dal cuginetto.
La casa è vuota,grande silenziosa e colorata.
Mela,il cane ogni tanto mi si butta addosso in cerca di coccole e Jonny spia invidioso dalla vetrata,con un orecchio attento e l'altro rilassato
lo sguardo vivace.
Martina spolvera,sistema e non si ferma un momento.
Vorrei riuscire a dirle che passerà,che un giorno tutto questo sarà lontano,che tutto quello che rimarrà saranno l'amore,l'allegria e il bello vissuto insieme.
Vorrei abbracciarla,dirle di rompere tutto,di gridare e di piangere tutte le lacrime che ha e poi ricominciare.
Vorrei dirle che è bellissima, nonostante il dolore che la spacca dentro,le occhiaie,le notti insonni,la gente che la stordisce,il dover esserci per forza.
Vorrei dirle che Emanuele entrerà da quella porta e tutto sarà come prima.
Ma non posso.
Non posso dirle adesso che sono certa che,forse non tanto presto,la vita ancora una volta avrà la meglio.Che Pietro e Federico saranno ancora una fonte d'acqua fresca a cui bere a grandi sorsi,che un giorno non avrà più solo voglia di dormire ma tornerà a guardare il mondo con gli occhi grandi e spalancati,ancora curiosi.Che ci saranno nuovi profumi da respirare,nuovi colori da vedere.
Adesso non posso dirle questo.
QUANDO TUTTE LE PAROLE
SAI CHE NON I SERVON PIU'
QUANDO SUDI IL TUO CORAGGIO
PER NON STARTENE LAGGIU'
QUANDO TIRI IN MEZZO DIO
O IL DESTINO O CHISSA' CHE
CHE NESSUNO TE LO SPIEGA
PERCHE' SIA SUCCESSO A TE
QUANDO TIRA UN PO' DI VENTO
CHE CI SI RIALZA UN PO'
E LA VITA E' UN PO' PIU' FORTE
DEL TUO DIRLE "GRAZIE NO"
QUANDO SEMBRA TUTTO FERMO
LA TUA RUOTA GIRERA'
SOPRA IL GIORNO DI DOLORE
CHE UNO HA.
QUANDO INDIETRO NON SI TORNA
QUANDO L'HAI CAPITO CHE
CHE LA VITA NON E' GIUSTA
COME LA VORRESTI TE
QUANDO FARSI UNA RAGIONE
VORRA' DIRE VIVERE
TE L'HAN DETTO TUTTI QUANTI
CHE PER LORO E' FACILE
QUANDO BATTE UN PO' DI SOLE
DOVE CI CONTAVI UN PO'
E LA VITA E' UN PO' PIU' FORTE
DEL TUO DIRLE "ANCORA NO"
QUANDO LA FERITA BRUCIA
LA TUA PELLE SI FARA'
SOPRA IL GIORNO DI DOLORE
CHE UNO HA.
QUANDO IL CUORE SENZA UN PEZZO
IL SUO RITMO PRENDERA'
QUANDO L'ARIA CHE FA IL GIRO
I TUOI POLMONI BECCHERA'
QUANDO QUESTA MERDA INTORNO
SEMPRE MERDA RESTERA'
RICONOSCERAI L'ODORE
PERCHE' QUESTA E' LA REALTA'
QUANDO LA TUA SVEGLIA SUONA
E TU TI CHEDERAI CHE ORA E'
CHE LA VITA E' SEMRE FORTE
MOLTO PIU' CHE FACILE
QUANDO SPOSTI APPENA IL PIEDE
LI' IL TUO TEMPO CRESCERA'
SOPRA IL GIORNO DI DOLORE CHE UNO HA.
Questo Nostro grande Lele

.... Questo senso di incredulità e smarrimento che si legge nel volto e nelle parole di tutti noi, ci fa capire l’importanza dei momenti passati assieme ….
Mi hai insegnato a “fare il portiere”, anche se come dicevi tu: “… non esistono porte abbastanza piccole per la mia bravura”, …. ma grazie a te sono riuscito a vincere due campionati di serie D.
Ci hai insegnato a cosa vuol dire “gruppo”, … ed ogni occasione era buona per trovarsi e stare insieme
Ci hai insegnato ad essere “forti in tutte le situazioni”, …. e forse è per questo che in questo momento non crolliamo nello sconforto
Ci hai insegnato a “non mollare mai”, … e noi terremo sempre duro, contro tutte le avversità, fino alla fine, come hai fatto tu
Ci hai insegnato che in primis “si pensa al prossimo”, … e non preoccuparti, non verremo a meno anche verso Pietro e Federico
Ci hai insegnato cosa è la “vera amicizia”, …. ed il tuo aspettarci per un ultimo saluto, ne è la assoluta dimostrazione
… ci hai insegnato tanto … ma solo ora cominciamo a capire, che il valore assoluto di tutto questo è l’affetto che hai dato a tutti noi.
Ci manchi
Ciao “Collega”!!!
Ciao Grande!!!
Mirco
PS: ci hai insegnato anche a “perdonare” …. Ma non riesco proprio a perdonati per il vuoto che ci hai lasciato
domenica 27 gennaio 2008
Un po' di "cose" del Lele
Una serie di cose piccole e meno piccole che contraddistinguevano il Lele.
Non sono in ordine di importanza, ma solo in ordine di come mi vengono in mente. Altre cose le aggiungerò man mano che mi vengono in mente.
- Il calcio
- Maradona (era uno dei suoi idoli)
- Le Pizze
- La motosega ed il tagliasiepi (aveva un po' di confusione in merito, vero Corrado)
- Pan e salame
- Pan, salame e caffèlatte (...la cosa più buona in assoluto!)
- Lo squash
- I sandali o le infradito (non li ha mai messi!!!)
- La Tromba
- Il trombone (del Piero)
- La bici
- Le feste a Caiar (Villa Riva)
- Le feste dei Malini (ne parlava spesso)
- Elio e le storie tese
- Frank Zappa
- Le Cipolle Verdi e gli Aliti Pesanti
- James Brown
- Le cene con gli amici (Tante, Tante e ancora Tante…)
- L'arte di arrangiarsi (nei lavori da fare a casa)
- La Banda
- Le cinture di sicurezza (era più o meno convinto che facessero più male che bene)
- Le partite di pallavolo in piscina
- Le partite di ping pong con la pallina fosforescente (perché così si andava avanti oltre il tramonto)
- Il Soul ed il Funky
- I Blues Brothers
- Linus e Nicola (Deejay chiama Italia, il programma radio preferito)
- Il catalogo di Castorama (mi chiedeva dempre di portaglierne uno quando ci andavo)
sabato 26 gennaio 2008
A Pietro e Federico
Sicuramente nessuno meglio della mamma potrà essere in grado di raccontarvi papà; saranno i momenti più preziosi quelli che saprete trovare fra di voi nel ricordarlo, ma anche questo mezzo e le persone più vicine vi permetteranno di conoscere la persona splendida che era.
A lungo andare tante cose nella vita vengono accantonate, dimenticate… ma quello che rimarrà impresso nella mia mente sarà l’allegria, la voglia di fare e la lealtà che caratterizzavano il vostro papà.
Lo ricorderò con un sorriso anche se rimarranno sempre un pò di rabbia e malinconia…
… si, perché il contatto con la morte, quella che ti tocca da vicino, quella che ti sbaraglia, che ti stordisce, che ti lacera, è dolorosa…
… ma imparate a vedere con altri occhi, a sentire con altre orecchie perché lui vi sarà sempre vicino.
So che vi mancherà sempre e molto, ma lo incontrerete ogni volta che lo penserete; in questo modo continuerete ad “indossarlo”: a tenerlo con voi!!
Non è molto ma spero di riuscire ad alimentare la forza che vi serve per guardare avanti sapendo che per il vostro caro papà siete i figli che se avrebbe potuto scegliere, avrebbe sicuramente scelto, eravate la sua ambizione, la sua felicità… voi e la mamma!!!
Con affetto, Chantal
venerdì 25 gennaio 2008
in onore a Lele
Poche ore sono passate ma sono già un'incolmabile infinità.
Attimi sfuggenti nei quali mi chiedo se ciò che stò vivendo è
realtà o finzione; se non è altro che un fastidioso scherzo del destino che,
in maniera rocambolesca, è riuscito a creare tutt'intorno un miraggio
che va svanendo maledettamente nel nulla.
"Un viaggio a senso solo senza ritorno se non in volo ..."
mi sta suonando nelle orecchie, ma dentro il mio cuore qualcuno mi dice
che tu Lele non sei mai partito ma stai continuando a vivere tra di noi,
dentro ognuno di noi.
Grazie amico mio,
grazie degli spensierati momenti felici che mi hai fatto passare;
da ricordare la sfida a pistoni di "Batida/Contreau" fatta alla disco
L'Altro Mondo Studios durante la quale, per batterti, ho dovuto
deglutire ben due cubetti di ghiaccio interi, e prima il battesimo del
goto in quel di Campiglio dove sei riuscito a farmi scolare una
bottiglia di crema all'wischky Bayliss (dopo però hai dovuto ripagarne
le conseguenze in quel bagno dell'appartamento .....); e da ultimo
l'ultimo dei pochissimi goal che ho fatto a calcetto in una partita
ufficiale, in quel di Garda, quando noi squadra di vecchioni abbiamo
scammionato di m...a una squadra di alta classifica con dentro tanto di
nostri ex.
Quindi, caro Lele, tu tra una pedalata, un tunnel, una
parata,una suonata ed una felice risata, non ti devi dimenticare mai
che per me rimarrai sempre il mio ed unico grande "NUMERO 1". Grazie
amico mio, grazie degli spensierati momenti felici .
Ciao amico, ciao Lele.
Mauri (Ufo)
ciao lele un piccolo pensiero per un grande amico
Ciao Lele, se potessi trasferire i miei pensieri in un computer, la sua memoria non riuscirebbe a contenere quello che mi sta passando per la testa in questi giorni.
Le mitiche feste a Caiar, ultimi dell'anno, in particolare quello del 1999 - 2000 , dove fino ad un certo punto si sentiva la Vostra mancanza (Lele e Martina), e noi sapendo il perchè, eravamo in attesa della notizia, che poco dopo le 1 del 2000 ci hai portato : è nato Pietro ! e da li è iniziata la festa nella festa, baci abbracci e ... goti !!!
Le feste di carnevale, le feste del 1 maggio, pasquetta, insomma dove c'era festa, voi eravate presenti.
E le trasferte a Venezia ? Ci siamo divertiti un mondo, con le tue strombazzate tra una calla e l'atra, tra un'ombra in un bar e un ballo in piazza S.Marco.
Che dire ora, sicuramente che ci mancherai, ma di sicuro sarai sempre con noi e noi saremo sempre con te.
E' inutile dire che sarò vicino anche a Martina, Pietro e Federico .
Ciao Andrea
giovedì 24 gennaio 2008
La vita : incontrare qualcuno di “veramente speciale” e decidere di realizzare tutti i sogni..!!
La vita : affrontare i momenti più drammatici, sapendo che quello ti aspetta è sicuramente un forte dolore…….
…….Ed è purtroppo a questo punto che dentro di noi deve uscire la grinta, il coraggio, la forza di sopravvivere, per portare avanti i frutti più belli dei momenti passati insieme……quei frutti sono Pietro e Federico che insieme a Martina terranno vivo il ricordo di Lele…!!!!
Vogliamo rivolgere a loro, IL NOSTRO ABBRACCIO PIU’ FORTE E CALOROSO…..affinchè il passare del tempo possa rimarginare, anche se in minima parte, quella ferita che si è aperta con la perdita di “UN AFFETTO COSI’ GRANDE ED IMPORTANTE” …..
Rimane chiaro ed indiscutibile che certe ferite, probabilmente, non potranno mai guarire….!!!
Noi in questo momento cerchiamo di scrivere qualcosa con il cuore, per consolare chi dall’altra parte soffre in maniera terribile e sempre attraverso questo gesto, vogliamo far sapere che ci siamo…e che la nostra presenza serve a rafforzare il morale…soprattutto quello di Martina !!!
Con tantissimo affetto
Oscar e Valentina
Pubblicato per conto di Nicola
Ieri hai monopolizzato una collina, il tuo giorno più brutto è stata l'ennesima conferma di quanto eri bello... eravamo in tantissimi !!!
Sarebbe troppo semplice partire a ricordare quando le nostre mamme si incontravano e noi ne approfittavamo per giocare (ricordo ancora quando ti avevo rubato le figurina della Juve...io...che sono diventato veronese doc), o i tempi della Banda con le gite e le gabinate, o le partite di calcio, il carnevale
a Venezia, i mondiali in 30 davanti alla TV.... mi porterò tutto dentro per sempre ringraziandoti anche dell'ultima frase che mi hai detto simpaticamente a cena un paio di mesi fa: "Sei il solito coglione".
Vorrei solo che chi legge si ricordasse di te per quello che è stato il tuo biglietto da visita quando hai conosciuto mia moglie: era un sabato di mercato verso mezzogiorno e tu li in Piazza San Marco appena visti ci hai detto: "Guarda qua, una volta qui ci si incontrava tutti ed oggi non arriva nessuno".
A lei è rimasta impresso la tua serena voglia di compagnia ed amicizia ed in questo triste momento mi viene da pensare che tu abbia materializzato l'ennesima magia riunendo i tuoi amici e facendoli sentire ancora di più uniti, dando a loro una nuova voglia di stare insieme, che ti unisce non solo nei momenti felici ma anche quando come adesso ci sentiamo vuoti.
Sappiamo che tu ci sarai sempre e ti garantiamo che noi ci saremo sempre, per Martina, Alberto, per la mamma, per i bimbi che un giorno spero abbiano tempo di leggere quanto di bello scrivevano e pensavano le persone del loro papà:
SEMPLICEMENTE "IL" NUMERO 1
Mi veniva da dirti "a presto Lele"... ma preferirei aspettare un pò.
Immagino che tu starai dicendo: "Sei sempre il solito coglione"
Nik
mercoledì 23 gennaio 2008
31 dicembre 1997 - Malpensa
Uno dei più bei concerti delle Cipolle Verdi e gli Aliti Pesanti. Erano stati chiamati per suonare assieme a due gruppi gospel di New Orleans, The Joyful Gospel Singers e The Persuaded Gospel Group. Tra gli ospiti c'era anche Robin Brown, una cantante gospel che ha fatto un concerto a Verona anche il Natale scorso.E' stato molto bello perchè c'era veramente un clima di festa e tutti i presenti sono stati coinvolti in questo concerto. Avevo fatto questa foto al Lele, che mi è sempre piaciuta molto.
lunedì 21 gennaio 2008
Ciao Lele

è duro, è difficile pensare e credere che non ci vedremo più, ma questa è la realtà....questa è la vita.
Già la vita...un giorno ti regala momenti bellissimi ed incredibili da godere con chi ti vuole bene... un altro ti getta addosso tanto dolore che non riesci neanche a piangere.
Ho saputo di quello che ti era accaduto il 5 gennaio, e da allora ho vissuto dei giorni molto tristi, ma ho, e abbiamo, sempre sperato che ce la potessi fare, magari in tanto, tantissimo tempo, nel quale ti avremmo potuto dimostrare tutto il nostro affetto. Invece il male è stato il più forte. E' stato più forte anche di te, che certo non eri uno che si tirava indietro.
So che il tuo pensiero adesso è rivolto alla Martina, a Pietro, a Federico, a tua mamma Angelina, e a tutti i tuoi familiari...noi saremo presenti Lele, non li lascieremo soli...faremo tutto il nostro possibile per aiutarli e fare in modo che anche Pietro e Federico abbiano la possibilità di conoscere al meglio chi era il loro papà. Questo blog l'ho voluto fare anche per questo, per conservare tutte insieme le testimonianze che tutti i tuoi amici vorrano lasciare per ricordarti e magari scoprire ancora tante doti positive che avevi.
Ci manchi Lele, ci manchi tantissimo.
ps. Per tutti coloro che vogliono pubblicare post (invece che inserire un semplice commento) è sufficiente che mi inviate la richiesta vie email a luca.ciscato@gmail.com, e vi autorizzerò subito.
Fate girare la voce.







