Caro zio Lele,
ultimamente non faccio altro che pensare a tutto quello che è successo, sembra impossibile.
A volte provo a pizzicarmi con l’intento di svegliarmi e cercare di dimenticare quest’incubo ma, senza riuscirci, mi accorgo che sono sveglia.
Allora ripenso a tutti i momenti passati con te, quando ogni martedì venivi a prendermi a scuola per andare a mangiare la pizza del nonno Mario, quanto mi divertivo!
Il “giorno della pizza” è stato poi spostato al mercoledì, non dimenticherò mai il momento in cui entravo dalla porta e ti vedevo seduto al tuo solito posto intento a mangiare una mega fetta di pizza e poi fare anche il bis!
Domani, entrerò con il mio solito sorriso e i miei occhietti da mr Magoo immaginandoti lì, seduto al tuo posto con la stessa allegria che hai sempre avuto.
Si perché quella sedia non sarà mai vuota, ci ricorderà il tuo sorriso, la tua gioia di vivere, la tua semplicità e il tuo affetto che non mancava e non mancherà mai.
Ricordo tutte le volte che hai aggiustato il mio mp3 o i telecomandi che sbadatamente facevo cadere; i tuoi problemi di matematica e logica a cui trovavi una risposta nel giro di pochissimo tempo e senza capirli pensavo: che forte mio zio!
Le partite di pallavolo in piscina, il calcetto, arrivavi prima all’allenamento per vedere me, la grande partita Garda-Albarè, la tua passione per la musica e tanti altri momenti indimenticabili ma soprattutto l’amore per la tua famiglia.
Oggi è il giorno del mio compleanno e tra i messaggi che mi sono arrivati stamattina attendevo anche il tuo che tutti gli anni non tardavi a mandare, e sono sicura che anche quest’anno in qualche modo è arrivato da lassù.
Mi hai insegnato ad essere paziente, ad avere rispetto per le persone, a non abbattermi se qualcosa andava storto; per questo camminerò sempre a testa alta, fiera di essere tua nipote!
Ti voglio bene zio Lele!!!
Giulia.
Se lamentar augelli, o verdi fronde
mover soavemente a l’aura estiva,
o roco mormorar di lucide onde
s’ode d’una fiorita et fresca riva,
là’v’io seggia d’amor pensoso et scriva,
lei che’l ciel ne mostrò, terra nasconde,
veggio et odo, et intendo ch’ancor viva
di sì lontano a’sospir’ miei risponde.
<
degli occhi tristi un doloroso fiume?
Di me non pianger tu, chè’miei dì fersi
Morendo eterni, et ne l’interno lume,
quando mostrai de chiuder, gli occhi apersi>>.
F.Petrarca
1 commento:
Cara Giulia, è proprio per queste piccole cose che tu hai scritto, che tuo zio è così grande anche per tutti noi. L'orgoglio di essere sua nipote, e tutte le parole, anche le più stupide, che ti ha detto, ti faranno sempre compagnia e ti daranno sempre la forza giusta per affrontare questo assurdo mondo.
Ciao 1 bacio Mirco Comets
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