martedì 5 febbraio 2008

...con affettuosa nostalgia

E' martedì grasso,5 febbraio, ultimo di carnevale. Sono le 23,30, non ho sonno e la mia mente naviga, aiutata dalla trasmissione di Carlo Conti di sabato sera di revival musicali tutta allegria e nostalgia ,e ritorna alla mia adolescenza.

Mamma Martina ha fatto parte di essa, per un pò di tempo, e quando oggi sento i Duran Duran non posso fare a meno di pensare a lei e alla testa tanta che ci faceva su John Taylor e su quanto era figo. Casa sua era spesso punto di ritrovo, la porta era sempre aperta, ci si trovava spesso da lei, e molto spesso ci si fermava. Poi ci siamo anche motorizzati, lei con un CICLOMOTORE BRAVO de color, color...che no l'era tanto en bel color, ma la portava a spasso con noi. Ricordo sempre con gioia le pasquette alle TERRE ROSSE, i campiscuola, le finali del FESTIVALBAR in Arena e tutti i momenti passati in compagnia. Aveva una risata contagiosa, alta, bionda, portamento di chi vuole affrontare le cose di petto, due occhi sorridenti sempre in cerca di novità, ovunque. Camminare con lei voleva dire avere gli occhi addosso: bellissima e speciale, quello che era è rimasta. Poi siamo cresciuti, e con noi il desiderio di nuove esperienze, che ci ha portato pian piano a percorrere strade diverse.

Che dire poi del LELE, collega di lavoro per qualche anno?La Marti è speciale per una serie di motivi, lui lo era e lo resterà per altri. Mi scarrozzava a casa, ogni tanto con la sua UNO BLU, dove nella radio girava costantemente Frank Zappa. Gli dicevo "sa ela sta' roba", e lui, col suo sorriso sornione "Mauro, no te capisse gnente...!" Sul lavoro ascoltavamo Radio Azzurra: conosceva le canzoni più lui dei dj della radio. Era colto, intelligente, con una esuberanza contenuta, la battuta pronta, simpatico, sempre pronto a far festa: era un personaggio. Avevamo formato un bel gruppo affiatato, si lavorava, ma al momento opportuno, na' barzelletta o na' battuta e la composta realtà , si trasformava in coinvolgente evasione. Poi anche qui, e devo dire a malincuore, le nostre strade si sono divise e quando mi trovava in seguito mi diceva "dai Mauro torna en drio, dai che sema na' bela compagnia".
Lo so ben che era "na' bela compagnia" perchè era formata da gente speciale, gente che ti lascia qualcosa, che il tempo passa ma l'affetto resta. Ed è questo che ricordo con affettuosa nostalgia del LELE, la sua voglia di compagnia e la sua calma, non apparente, ma reale.

Per il resto poi, è storia di questi ultimi anni, e chi li conosce anche un po' sa...
Pensavo in cuor mio che avessero già pagato pegno con la sorte, che fosse giunta l'ora del raccolto. Evidentemente non era così. Penso spesso alla Martina, alla sua vita da ricomporre pezzo per pezzo, al suo dover sempre ripartire e mai proseguire sulla via tracciata, seppur a fatica, con forza d'animo e amore, tanto amore. Ho letto tutto d'un fiato ciò che ha scritto: credo sia straordinaria, e mi vien da pensare che tra le righe di ciò che ha scritto, dal profondo del suo cuore affranto, ci voglia dire che la vita vale la pena viverla...nonostante tutto.

Ciao Marti, ciao Pietro e Federico, per quel che posso vi sono vicino.

Ciao LELE, orgoglioso, onorato e fortunato di aver condiviso con te un po' della mia vita

A tutti con affetto Mauro

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