lunedì 28 gennaio 2008

martina

È l'alba del mio trentasettesimo compleanno e,come mi succede da tempo,troppo tempo non riesco a dormire a lungo.

Le cose della vita hanno il sopravvento su quel luogo dell'oblio che dovrebbe essere il sonno.Così mi ritrovo alle cinque del mattino con gli occhi spalancati nel buio, a pensare all'organizzazione della giornata che sta nascendo,al lavoro alle tante cose da fare e che puntualmente rimando,a come uscire indenne da un altro giorno che,spesso,si rivela essere meno terribile da come mi appare nelle mie elucubrazioni notturne.

Questa mattina il lavoro non c'è,è domenica,e la mia testa grazie a Dio,ha elaborato bene quest'informazione..Però mi sono svegliata pensando a Martina,al pomeriggio che le dedicherò,se riuscirò a strapparle un debole sorriso.

Voglio mettere a frutto queste ore di sonno mancato e raccontare le sua storia.

-1-

Ci siamo conosciute a scuola,primo anno delle superiori e non ricordo esattamente come furono i primi approcci. Diciamo che probabilmente,anzi sicuramente,il rapporto si è "cementato" in quarta superiore,quando tutto sommato eravamo abbastanza grandi per operare una specie di selezione,nella massa eterogenea e colorata della "classe".In quel tempo poi,ero distratta dall' amore totalizzante per il mio primo fidanzato(durato undici anni!) e lei,sempre iperattiva e curiosa,era presa da mille attività che spaziavano dal flauto traverso alle immersioni,dal lavorare a maglia al ragazzo dell'epoca.

Devo dire che,per quanto mi riguarda,sono stati tempi veramente felici,che successivamente avrei rimpianto molto come del resto accade tutt'ora.

Per me la scuola,al di là degli insegnamenti didattici in senso stretto,è stata luogo di svago,confronto,conoscenza ,di insegnanti meravigliosi che rivedo ancora oggi sempre volentieri.

In quel periodo sono nate belle amicizie,con persone estremamente diverse tra di loro e non banali.

La fine degli esami di maturità per me è stata triste .Significava l'abbandono di quella "casa" e l'inevitabile separazione da quelle persone. Mi struggevo pensando che non le avrei più viste tutti i giorni,che comunque si stava ricominciando dall'inizio,che non avevo ancora un'idea precisa di me. Venditti cantava "Notte prima degli esami" e io pensavo che l'avesse scritta per me.

La matematica non sarà mai il mio mestiere,diceva e aveva ragione..odio i numeri..

In realtà la fine delle superiori non ci ha mai allontanati. Per un po' di tempo,non ricordo quanto,ci si vedeva tutti i mercoledì sera. Si usciva,si beveva qualcosa,si ricordavano aneddoti,sempre gli stessi e sempre per le stesse cose si rideva. A distanza di diciotto anni è ancora così,ci si trova e si ride per le stesse stupidaggini.


-2-

Mi sono iscritta all'università,esperienza breve e fallimentare e nel 1991 ho trovato il mio primo lavoro serio. Serio nel senso che mi dava uno stipendio vero,ma dentro di me l'ho sempre considerato un lavoro transitorio anche se così non è stato.

Per una serie di vicissitudini familiari,avevo assolutamente bisogno di quello stipendio sicuro e per molti anni mi sono adagiata,convincendomi piano piano di non essere in grado di fare altro che la venditrice.In seguito mi sono dovuta ricredere:avrei fatto egregiamente anche la cassiera,senza nulla togliere ad una categoria spesso bistrattata.Ma questa è un'altra storia.

Credo sia stato allora,nel '92 forse nel '93 che Martina,allora abbastanza infelicemente fidanzata,abbia incontrato nuovamente Emanuele.Dico nuovamente,perchè si conoscevano già e se non ricordo male,lei da piccola aveva una cotta per lui.

Non conosco i particolari del loro riavvicinamento.So solo che allora è nato un grande amore,sfociato poco dopo in un matrimonio.

Non credo di avere mai visto coppia più unita.Dagli interessi comuni,da una tale affinità che portava persino a intravvedere una somiglianza fisica tra di loro.

Non ho specificato che Martina è bella.Alta,un bel portamento,il sorriso aperto e lo sguardo chiaro e sincero.Emanuele occhi azzurrissimi,capelli chiari,riservato e gentile.

Belli,davvero belli.


-3-

31 dicembre 1999.

Ero single da un anno,dopo undici di fidanzamento.

Ancora ebbra di euforia,per un anno di vita condiviso con Chicca,nella stessa casa e da un soggiorno di tre mesi in Inghilterra.

Mi ero presa un'aspettativa dal lavoro,avevo voglia di allontanarmi per riflettere e capire cosa fare di me alla tenera età di 27 anni.

Ero rientrata da un mese, e mi sentivo diversa. Avevo un'energia nuova,ero riuscita a mettermi alla prova,ero riuscita a sopravvivere e avevo fatto delle esperienze che mi avevano dato una grande fiducia in me stessa.Diciamo che la mia autostima stava riprendendo quota.

Quella notte,ultimo giorno dell'anno,stavo rientrando da una festa alla quale di fatto non avevo partecipato molto.I ricordi sono annebbiati dai fumi dell'alcool e posso stendere un pietosissimo velo su quanto ho fatto.

Stavo parcheggiando sotto casa dei miei,dai quali ero tornata a vivere dopo gli sperperi inglesi,quando mi è arrivata la notizia della nascita di Pietro.Per uno scarto di pochi minuti,è nato negli anni novanta anziché nel nuovo millennio.La gioia era tanta.Martina era stata la prima del nostro gruppetto di ex compagne di scuola ad avere un figlio.Era come se l'avessimo avuto tutte noi,era un'emozione nuova per tutte.

All'ospedale,seduta a letto dolorante per i postumi del taglio cesareo,Martina si era truccata un po',aveva le guance rosa di phard e di felicità e gli occhi accesi di vita.

Pietro era un fagottino biondo,con le guance piene e dormiva ignaro di tutti noi,che dietro la vetrata della nursery battevamo le dita sul vetro sperando di richiamare la sua attenzione.


-4-

Mi stavo preparando per uscire con lei,un paio di mesi dopo il parto,quando ricevo la sua telefonata.

"Non so se riesco ad uscire" -mi ha detto-

"Oggi ho fatto il vaccino a Pietro,ma non mi sembra stia tanto bene,si lamenta e scalcia in modo strano".

Qualche ora dopo,qualche giorno dopo,Pietro non sarebbe stato più il bambino di prima.

Amato come e più di prima,oggi a otto anni Pietro è lo stesso bel bambino biondo,ma non parla,non cammina e non potrà mai farlo.Ha riportato lesioni cerebrali che gli causano un sacco di problemi.

Sono stati tempi duri.

La paura e il dolore sono stati grandi,ma la vita è stata più forte.

Emanuele e Martina hanno combattuto la loro personale battaglia contro il destino e le istituzioni e posso affermare con sicurezza che hanno vinto.

Pietro è stato in vacanza ovunque e con qualsiasi mezzo,dal camper all'aereo,è sempre circondato da persone che gli vogliono bene,frequenta la scuola elementare e questi primi anni di vita,con gli alti e bassi che in una situazione del genere sono ovvi,sono stati sereni.

Martina si è reinventata un lavoro,non potendo e probabilmente non volendo più allontanarsi per troppe ore da casa e adesso,dopo qualche anno di studio,pratica massaggi shiatzu in uno spazio appositamente creato al piano inferiore di casa sua.

Sei anni e pochi mesi fa è nato anche Federico,che ha lo stesso sguardo chiaro di Emanuele e un'intelligenza che ti sbalordisce giorno per giorno.

Martina ha volto lo sguardo altrove, i suoi interessi adesso sono la pittura e la fotografia.

A casa sua c'è anche un pianoforte ma non gliel'ho mai sentito suonare.

In questi otto anni,passati in un soffio,sono successe tante cose, a tutti noi.

Le gioie e i dispiaceri hanno giocato e ballato con le nostre vite,ci sono stati matrimoni,nascite,malattie e nuovi inizi.C'è stato e c'è il lavoro,le incombenze quotidiane che spostano l'attenzione altrove.

Credo però che,nonostante tutto, la nostra essenza,noi ,siamo ancora i ragazzini che eravamo allora.


-5-

Oggi compio trentasette anni.

Sono da Martina,Pietro è dalla nonna e Federico è andato a giocare dal cuginetto.

La casa è vuota,grande silenziosa e colorata.

Mela,il cane ogni tanto mi si butta addosso in cerca di coccole e Jonny spia invidioso dalla vetrata,con un orecchio attento e l'altro rilassato

lo sguardo vivace.

Martina spolvera,sistema e non si ferma un momento.

Vorrei riuscire a dirle che passerà,che un giorno tutto questo sarà lontano,che tutto quello che rimarrà saranno l'amore,l'allegria e il bello vissuto insieme.

Vorrei abbracciarla,dirle di rompere tutto,di gridare e di piangere tutte le lacrime che ha e poi ricominciare.

Vorrei dirle che è bellissima, nonostante il dolore che la spacca dentro,le occhiaie,le notti insonni,la gente che la stordisce,il dover esserci per forza.

Vorrei dirle che Emanuele entrerà da quella porta e tutto sarà come prima.

Ma non posso.

Non posso dirle adesso che sono certa che,forse non tanto presto,la vita ancora una volta avrà la meglio.Che Pietro e Federico saranno ancora una fonte d'acqua fresca a cui bere a grandi sorsi,che un giorno non avrà più solo voglia di dormire ma tornerà a guardare il mondo con gli occhi grandi e spalancati,ancora curiosi.Che ci saranno nuovi profumi da respirare,nuovi colori da vedere.

Adesso non posso dirle questo.


QUANDO TUTTE LE PAROLE

SAI CHE NON I SERVON PIU'

QUANDO SUDI IL TUO CORAGGIO

PER NON STARTENE LAGGIU'

QUANDO TIRI IN MEZZO DIO

O IL DESTINO O CHISSA' CHE

CHE NESSUNO TE LO SPIEGA

PERCHE' SIA SUCCESSO A TE

QUANDO TIRA UN PO' DI VENTO

CHE CI SI RIALZA UN PO'

E LA VITA E' UN PO' PIU' FORTE

DEL TUO DIRLE "GRAZIE NO"

QUANDO SEMBRA TUTTO FERMO

LA TUA RUOTA GIRERA'

SOPRA IL GIORNO DI DOLORE

CHE UNO HA.

QUANDO INDIETRO NON SI TORNA

QUANDO L'HAI CAPITO CHE

CHE LA VITA NON E' GIUSTA

COME LA VORRESTI TE

QUANDO FARSI UNA RAGIONE

VORRA' DIRE VIVERE

TE L'HAN DETTO TUTTI QUANTI

CHE PER LORO E' FACILE

QUANDO BATTE UN PO' DI SOLE

DOVE CI CONTAVI UN PO'

E LA VITA E' UN PO' PIU' FORTE

DEL TUO DIRLE "ANCORA NO"

QUANDO LA FERITA BRUCIA

LA TUA PELLE SI FARA'

SOPRA IL GIORNO DI DOLORE

CHE UNO HA.

QUANDO IL CUORE SENZA UN PEZZO

IL SUO RITMO PRENDERA'

QUANDO L'ARIA CHE FA IL GIRO

I TUOI POLMONI BECCHERA'

QUANDO QUESTA MERDA INTORNO

SEMPRE MERDA RESTERA'

RICONOSCERAI L'ODORE

PERCHE' QUESTA E' LA REALTA'

QUANDO LA TUA SVEGLIA SUONA

E TU TI CHEDERAI CHE ORA E'

CHE LA VITA E' SEMRE FORTE

MOLTO PIU' CHE FACILE

QUANDO SPOSTI APPENA IL PIEDE

LI' IL TUO TEMPO CRESCERA'

SOPRA IL GIORNO DI DOLORE CHE UNO HA.

Nessun commento: